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Primarie: il programma di De Luca per la "Burocrazia zero"

In attesa di conoscere il destino delle primarie, De Luca continua la sua campagna elettorale. Dal tavolo sulla burocrazia, coordinato dal professore Contieri, sono nate alcune di proposte per raggiungere l'obiettivo "Burocrazia zero e semplificazione"

In attesa di conoscere il destino delle primarie, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, continua la sua campagna elettorale. Il punto del suo programma analizzato questa volta riguarda la burocrazia ed il rapporto tra cittadini ed i pubblici poteri. "Questo rapporto - commenta De Luca -  è sempre più difficile: sia che si tratti di tutelare un diritto o di ottenere una semplice autorizzazione, sia che si voglia dar vita ad un’iniziativa economica ed imprenditoriale. In Campania tutto questo è ancora più arduo - incalza  il sindaco di Salerno - La macchina regionale somiglia sempre più ad un gigantesco ingranaggio privo di comando, incapace di fornire servizi ai cittadini. Una Regione leggera, chiara, efficiente: è questo che chiedono i cittadini.
Il mio intento è quello di costituire un governo unitario, autorevole e collegiale - conclude il sindaco - coordinato dal suo Presidente, evitando la frammentazione delle politiche e la dispersione della Giunta in tanti assessorati".

Dal tavolo sulla burocrazia, coordinato dal professore Contieri, sono nate una serie di proposte per raggiungere l'obiettivo Burocrazia zero e semplificazione: "Chi sono in Campania le prime vittime dello strapotere burocratico? In primo luogo le imprese, ed i professionisti, schiacciati da adempimenti,moduli, pareri, visti e controvisti, autorizzazioni le più disparate, spesso ripetitive fra loro. La burocrazia è una zavorra contro la crescita - si legge nel programma - Entro 60 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale deve essere subito modificato il Regolamento del Consiglio regionale. Occorre garantire che le singole leggi regionali abbiano ad oggetto materie omogenee, secondo le aree tematiche attribuite alle Commissioni consiliari permanenti. Testi unici normativi per assi tematici corrispondenti alle competenze delle commissioni consiliari. Entro 90 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale va insediato il Consiglio delle autonomie locali. E’ uno scandalo che la Regione Campania sia ancora priva di un organo previsto dall’art. 123 della Costituzione e dallo Statuto Regionale, destinato a garantire un corretto rapporto fra Regione e sistema delle autonomie locali".

Sono stati, quindi, individuati 3 settori di intervento: "Il primo settore è quello della semplificazione normativa nella direzione di una legislazione che si ispiri alla qualità, alla chiarezza e alla semplicità. Ma, ancor più essenziale della qualità delle legislazione e dell’attività normativa in generale è la diminuzione della quantità delle norme e delle  regole, al fine di ridurre l’oppressione di una eccessiva regolamentazione che impedisce al cittadino di sviluppare le sue potenzialità, soprattutto nel campo delle attività economiche. La semplificazione deve allora consistere innanzitutto nella abolizione di regole inutili, complesse, ridondanti ed oscure, ideate allo scopo di costringere il privato a chiedere il favore al politico o al dirigente di turno, per uscire dal ginepraio delle norme di difficile comprensione ed incerta interpretazione e sbloccare la sua pratica. C'è bisogno, poi, di una semplificazione organizzativa e strutturale con la riduzione degli apparati burocratici, soppressione degli enti ritenuti inutili, sia perché le medesime funzioni possono essere svolte dagli uffici regionali sia per abolire le frequenti duplicazioni di funzioni; tendenziale abolizione delle società partecipate. Bisogna, poi, favorire con incentivi le unioni di comuni o almeno l’esercizio integrato di funzioni e servizi senza creazione di ulteriori enti o organismi variamente denominati. E' necessaria, poi, la semplificazione amministrativa che deve essere preceduta da un’attenta verifica delle funzioni amministrative della Regione, al fine di valutare se persista o meno la necessità che una certa materia o un certo settore di attività debba essere ancora oggetto di potere amministrativo oppure, nei limiti consentiti dall’ordinamento nazionale e da quello comunitario, possano essere liberalizzati".

Il tutto, secondo il programma del sindaco De Luca: "Non può essere efficace se non è accompagnata da un’effettiva valorizzazione della trasparenza nella amministrazione regionale. Vanno allora segnalati altri due campi di intervento: Introduzione in sede normativa e di pianificazione di criteri, parametri e standard che riducano i margini di discrezionalità rimessi al decisore pubblico. Per altro verso, l’esigenza di trasparenza va soddisfatta rendendo effettivi gli obblighi già previsti dalla legge statale, di pubblicazione sul sito della Regione degli atti che più facilmente possono presentare profili di opacità, nel settore degli appalti, dei concorsi, delle autorizzazioni e delle concessioni, dei contributi e dei sussidi eccetera. La trasparenza e la semplificazione - infine - trovano, poi, il loro più importante punto di incontro nella informatizzazione delle procedure, che deve permettere al cittadino di dialogare direttamente con la PA e di verificare telematicamente lo stato della pratica che lo riguarda, le fasi, i tempi necessari per la decisione, al fine di assicurare quella che si potrebbe chiamare una reale tracciabilità del procedimento.

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