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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Segnalazioni

Accesso solo su prenotazione all'Anagrafe di via Picarielli, ma il telefono è staccato: la denuncia

Scapaticci: "Impossibile comunicare durante l’intero orario di apertura al pubblico. E non perché la linea sia occupata dalle sacrosante richieste telefoniche dell’utenza. E’ staccato l’apparecchio. Sì, proprio così: è messo fuori posto"

Accedere agli uffici pubblici del settore servizi demografici ed elettorali del Comune di Salerno in via Picarielli, risulta un'impresa. Nell’ordinanza sindacale datata 23 dicembre 2021, per richiedere l’obbligatoria prenotazione/appuntamento (fino a tutto il 31 gennaio 2022) è indicato un numero telefonico puntualmente irraggiungibile. "Impossibile comunicare durante l’intero orario  di apertura al pubblico. E non perché la linea sia occupata dalle sacrosante richieste telefoniche dell’utenza. E’ staccato l’apparecchio. Sì, proprio così: è messo fuori posto. Deliberatamente da chi è pagato anche per alzare la cornetta, raccogliere la prenotazione e assegnarti data e ora dell’appuntamento. - denuncia un utente, il giornalista salernitano Enrico Scapaticci-  L’ho appurato, personalmente, questa mattina, intorno alle 11.30, in compagnia di decine e decine di cittadini-testimoni indignati, arrabbiati, sfiduciati dal disinteresse per le proprie necessità. L’ho appurato dopo aver compiuto un giro a vuoto sotto i portici del Teatro Augusteo, in piazza Amendola, dove la sezione anagrafica periferica è ancora chiusa - dal lontano 16 dicembre scorso - per “problemi tecnici” (!?!). Dopo aver appreso dall’apposita pagina del sito istituzionale del Comune, ignorando gli ultimi aggiornamenti dettati dall’emergenza Covid per contingentare gli ingressi ed evitare assembramenti, lo specifico protocollo a cui attenersi per ottenere il rinnovo della carta d’identità. Dopo aver ripetuto quasi ininterrottamente per un’ora quel numero senza cavarne un ragno dal buco".

Lo sfogo di Scapaticci

Dopo aver raggiunto, in sella allo scooter, gli uffici comunali di via Picarielli per cercare fortuna (alias interlocutori) direttamente de visu. Dopo aver avuto una discussione quasi surreale con due agenti della polizia municipale - incaricati di presidiare l’ingresso e di impedire l’accesso a chi non avesse già un appuntamento - che mi invitano al rispetto delle regole.

Regole che come potevo rispettare di fronte a quel comportamento negligente del dipendente comunale, seduto dietro il plexiglas anti Covid posto sulla scrivania a piano terra, che di fatto mi ha impedito di potere esercitare il mio diritto-dovere di prenotarmi? Solo dopo le mie rimostranze, solo dopo aver dimostrato ai vigili urbani che il telefono dell’Ente non era occupato ma con la linea staccata, solo dopo che uno di loro mi ha riconosciuto forse per la mia visibilità mediatica e ha temuto per il risalto pubblico che avrei dato alla vicenda (timori fondati!), il “nostro” stipendiato ha rimesso al suo posto l’apparecchio accanto a lui. Ci siamo parlati - al telefono! - pur stando l’uno praticamente di fronte all’altro, ma a distanza di sicurezza Covid, con le nostre voci che si udivano nitidamente, perché così pensava che avrebbe fatto almeno in piccola parte il suo dovere. Mi ha fissato l’appuntamento tra tre settimane, sebbene il mio documento d’identità scada prima.

"Aspetterò. Come aspetterò non tanto - come avverrebbe in qualsiasi paese civile - che si adotti un provvedimento esemplare nei confronti di chi svolge sciattamente il proprio lavoro o che venga censurato il dirigente che ha la responsabilità di vigilare sull'operato di un sottoposto, ma che qualcuno si svegli dal suo torpore e dia un taglio a quest'andazzo che continua a mortificare, vessare, complicare l’esistenza dei cittadini che hanno il dovere di rispettare le regole, ma il diritto di essere rispettati e di ricevere servizi basilari da un’Amministrazione pubblica che sia tale", ha concluso il giornalista.

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