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Una delle strutture

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Amianto a Montecorvino Rovella, Iodice incontra i cittadini: la Cgil scrive al sindaco

Continua a tenere banco nel comune picentino la questione legata alla presenza di eternit in due ex aziende situate in località San Martino. I residenti avviano una raccolta firme

Nella serata di ieri, presso l' American Bar di via Principe di Piemonte in San Martino di Montecorvino Rovella, si è svolto il primo incontro sul problema amianto promosso da Mariano Iodice, presidente e fondatore del Gruppi Civico "Prima i Cittadini" e dirigente provinciale di Noi con Salvini. Dopo una partecipata discussione i presenti hanno deciso di: sensibilizzare la comunità montecorvinese sulla problematica amianto in città e sui rischi connessi alla salute pubblica; approfondire la situazione riguardo le ex fabbriche Franchetti  e Sida nonché i rapporti esistenti tra amministrazione comunale - ex Franchetti e Consorzio Sa2; avviare una raccolta firme tra cittadine e cittadini per produrre un' istanza nei confronti del Comune per la convocazione di un consiglio comunale monotematico sul problema amianto in città. Nel corso dell' incontro, a seguito di domande poste da alcuni residenti, si è anche discusso del sistema scuole in città e in particolare della nuova preoccupante situazione venutasi a creare nel plesso di Macchia, riguardo il cantiere in essere e gli allagamenti avvenuti nelle ultime ore con chiusura dello stabile.

Ma a tenere banco è stata soprattutto la questione legata all’amianto. Lo scorso 19 settembre, a nome dei lavoratori del Comparto Igiene Ambientale Area Nord, la Cgil Funzione Pubblica ha inviato una lettera al sindaco Egidio Rossomando e al commissario liquidatore del Corisa 2 Giuseppe Corona per informali di essere “venuta a conoscenza dagli organi di stampa, che nei capannoni utilizzati per l’alloggiamento degli automezzi e dei lavoratori per il servizio M.U sussiste una copertura di amianto su tutto il sito. Conosciamo tutti – si legge nella missiva – la pericolosità dell’amianto e quanto lo è per la salute dei lavoratori”. Per questo invitano i due destinatari ad “intervenire per ripristinare le condizioni di sicurezza per i lavoratori” avvertendosi che, comunque, nel caso “vi riteniamo responsabili per eventuali futuri problemi legati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori”.

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