Angri, agguato di fuoco ad imprenditore: arrestati due giovani sospettati

Sono stati arrestati con un decreto di fermo di indiziato di delitto dalla Procura Antimafia il paganese A.M. , volto noto alle forze dell'ordine e N.L. , con l'accusa di tentato omicidio aggravata dal metodo mafioso

Sono stati arrestati con un decreto di fermo di indiziato di delitto dalla Procura Antimafia il paganese A.M. , volto noto alle forze dell'ordine, con l'accusa di tentato omicidio, insieme a N.L. , classe 92, anch'egli di Pagani. I due sono sospettati di aver partecipato all’agguato contro l’angrese Domenico Chiavazzo, consumato la settimana scorsa e concluso con il ferimento della vittima.

Le indagini

Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore della Dda Marco Guarriello, insieme ai carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore. La convalida dinanzi al gip, che valuterà tutti gli elementi per confermare o meno l'arresto, si terrà mercoledì. i due rispondono anche di porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico. Sono sospettati di aver partecipato all’agguato di matrice camorristica contro il 41enne Domenico Chiavazzo. L'episodio risale al 25 maggio scorso, intorno alle 21,30 di sera. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero una serie di elementi a loro volta collegati all’attività imprenditoriale di Chiavazzo, titolare di una cooperativa nel settore delle pulizie. L'Antimafia contesta anche l'aggravante del metodo mafioso. La vittima si trovava in auto, quando fu affiancata da una moto di grossa cilindrata sul cavalcavia di Via Delle Fontane ad Angri. L'imprenditore aveva riportato ferite non gravi, per sua fortunata, all'avambraccio sinistro e alla spalla sinistra, in prossimità dell'articolazione scapolo-omerale e alla regione posteriore della coscia sinistra. L'arma utilizzata per sparare era una 357 magnum. L'imprenditore, con una manovra fulminea, era riuscito a schiacciare la moto in corsa contro il guardrail, facendo cadere a terra i due attentatori. Solo qualche mese prima, invece, ignoti avevano fatto esplodere una bomba contro la sede legale della “Omega Service”, al centro della città. L'episodio, di natura intimidatoria, era finito al centro di una prima indagine condotta dalla Procura Antimafia di Salerno. Chi avrebbe attentato alla vita di Chiavazzo avrebbe prima seguito la vittima, con appostamenti, poi l'aveva affiancato mentre si trovava in auto. Tre i proiettili che lo avevano colpito. Qualche ora dopo il raid, la moto era stata ritrovata in zona, mentre la vittima era stata soccorsa in ospedale, a Nocra Inferiore e poi al San Paolo di Napoli.

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Uno dei due indagati è ferito

L'indagine è legata ad un tentativo di estorsione di ingente valore economico consumato nei confronti della vittima, in un quadro di interessi tra contesti associativi di matrice camorristica. N.L. , nel momento dell'arresto, aveva diverse lesioni agli arti superiori e inferiori, compatibili con l'azione delittuosa e l'impatto tra l'auto e la moto. E' stato trasferito all'ospedale Ruggi, dove è tuttora piantonato, in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico. 

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