lI dottore Vincenzo Viggiani, dirigente dell’azienda ospedaliera specialistica dei Colli

A Cura di Valentina Busiello si ringrazia per la collaborazione l'Ufficio stampa, la dottoressa Marta Cattaneo.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Il Dottore Vincenzo Viggiani, dirigente dell’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli di Napoli, in occasione dell’emergenza pandemia, ci illustra alcune sue considerazioni. Dott. Viggiani, ci spiega il significato di soggetto asintomatico ? “ Significa che il soggetto in questione non mostra i sintomi caratteristici di una data patologia. Con il coronavirus, questa parola è entrata nell'uso comune. In estrema sintesi, in questo preciso momento posso essere affetto dal Coronavirus, ma non avere nessun sintomo che caratterizza questa malattia: non ho tosse, non ho raffreddore, non ho febbre, non ho difficolta’ respiratorie, che, probabilmente, si manifesteranno in una fase successiva dell’evoluzione della patologia. Potrei quindi essere un inconsapevole portatore asintomatico e contagiare le persone con le quali vengo in contatto; ecco perche’ e’ importante, laddove si individua un positivo, cercare di ricostruire tutta la catena di contatti che questo ipotetico asintomatico o sintomatico che sia, ha avuto per cercare di isolare e circoscrivere la catena dei contagi. I portatori di Coronavirus non sono quindi solo i casi confermati che leggiamo nei bollettini quotidiani della Protezione civile, ma sono perlomeno 7-10 volte in piu’, e arriviamo quindi a milioni di persone. Ma anche questo cluster di persone - 4-5 milioni a seconda delle stime che vengono fatte – rappresentano al massimo il dieci per cento della popolazione complessiva italiana; siamo quindi lontani dalla soglia con la quale scatterebbe il famoso effetto gregge, per cui la circolazione del virus sarebbe impedita. Questo obiettivo potrà essere raggiunto solamente con il vaccino. Dott. Viggiani, secondo lei quando arrivera’ il Vaccino? “ Ragionevolmente, penso che prima di 1 anno non ci sara’, anche perche’ una volta messo a punto, la formulazione andrà testata, valutata l’ efficacia, messa in produzione; le quantità poi che dovranno essere prodotte saranno notevoli e dovranno essere organizzate estese campagne vaccinali la cui organizzazione rappresenta un problema complesso di sanità pubblica. Molte malattie, grazie alle vaccinazioni sono state eradicate. Il Coronavirus, ha sorpreso proprio per la sua virulenza ed alta contagiosità; immaginavamo, sbagliando, che tali connotazioni di una malattia infettiva appartenessero ad un lontano passato e oggi ci siamo ritrovati assolutamente impreparati. Allo stato, stiamo utilizzando, al di la’ di qualche sporadico esempio come la Corea del Sud, gli strumenti che si usavano nel Medioevo, cioè il rinchiudersi dentro le proprie abitazioni, cercando di ridurre al minimo i contatti sociali. A scanso di equivoci è bene sottolineare che è stato assolutamente fondamentale usare questi “sistemi medioevali”, perche’ ancora non abbiamo raggiunto quella maturita’ tecnologica, quei livelli di digitalizzazione verso i quali, nel prossimo futuro dovremo necessariamente tendere. Dott. Enzo Viggiani, ci illustra un suo parere sulla situazione attuale? Abbiamo sottovalutato le avvisaglie di epidemia che ci sono state negli ultimi 10-15 anni con la Sars e la Mers, che erano probabilmente delle spie che avrebbero dovuto metterci in guardia su una possibile invasione non controllata di virus non conosciuti. Sostanzialmente il Covid 19 appartiene alla famiglia della Sars e Mers, con una contagiosita’ spaventosa, allora probabilmente abbiamo perso tempo, abbiamo sottovalutato questo rischio e non ci siamo preparati. Laddove hanno mostrato maggiore attenzione, per esempio nella Corea del Sud, la Sars e’ stata considerata piu’ attentamente, tant’e’ che la rete dei laboratori per i tamponi in Corea del Sud e’ stata rafforzata dopo la Sars e, in occasione del Covid 19, questa misura ha mostrato tutta la sua efficacia, così come la disponibilità di braccialetti elettronici e di app per i tracciamenti dei positivi. La Corea del Sud ha dimostrato che può esserci una risposta “moderna e non solo medioevale” e noi sicuramente dovremo imparare tanto da questa lezione terribile per attrezzarci al meglio. Dottor Viggiani, ricordiamo ancora in questa Fase 2, i sistemi di protezione? “ I veri strumenti sono il distanziamento sociale, che dovremo cercare di mantenere come costante nei nostri comportamenti sempre, e appunto il lavaggio e l’igiene delle mani costante; queste sono le cose fondamentali. Le mascherine servono proprio per evitare che un eventuale positivo, asintomatico, possa trasmettere, nel parlare, il virus. Quindi, e’ importante e fondamentale l’uso della mascherina chirurgica, insieme al distanziamento sociale, all’uso degli igienizzanti e all’igiene delle mani. Diventa pertanto importantissimo assumere, come singoli, un comportamento pro- attivo nei confronti del virus che confermi l’elevato livello di responsabilità e maturità che gli italiani hanno ampiamente mostrato in questo tragico frangente. Dott. Viggiani, in Campania ci siamo distinti per aver avuto grande senso di responsabilita’. Come vede la Fase 2? “Credo che la sobrietà e la maturità mostrata dai nostri corregionali nella fase 1 abbiano potuto sorprendere solamente qualche malevolo ed interessato osservatore. Sarà importante, anche nel futuro, continuare ad avere stili di vita connotati da maggiore responsabilità e prudenza perché il “mostro” è certamente stato messo nell’angolo ma ancora non è stato definitivamente debellato.

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