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Cronaca

Mercato etnico, la comunità senegalese e bengalese scende in piazza

Al centro della polemica il trasferimento delle bancarelle dal sottopiazza della Concordia. Inizialmente il Comune aveva dato il via libera all'area del Piazzale Salerno Capitale ma ancora oggi è tutto fermo

Negli ultimi mesi la comunità senegalese e bengalese si lamentata pubblicamente dello sgombero del mercato etnico dal sottopiazza della Concordia di Salerno, dove svolgevano la loro attività da oltre 12 anni.  A seguito di ciò, decise di scendere in piazza per rivendicare il diritto al lavoro. Tuttavia il 9 aprile, ad un giorno prima del corteo, gli organizzatori annullarono la manifestazione poiché l’amministrazione comunale aveva promesso un nuovo accordo: Piazzale Salerno Capitale, nelle vicinanze del Grand Hotel Salerno.

Dopo qualche giorno, però, l’assessore Dario Loffredo comunicò dell’impossibilità di portare avanti il progetto. “Ci siamo visti ancora una volta negare il diritto al lavoro. Siamo arrivati ad oggi. Varie personalità politiche – fanno sapere le associazioni delle due comunità - hanno cercato di trovare una soluzione al nostro problema. Siamo sempre stati aperti al dialogo e soprattutto all’accoglienza che nel nostro paese si chiama Teranga: una regola della nostra cultura. Abbiamo deciso quindi di ascoltare tutte le soluzioni che ci hanno proposto”.Ma – aggiungono – “nessuna di queste soluzioni ha però, preso in considerazione quello che è il nostro bisogno. Non ci è mai stato chiesto un parere sulla questione e la possibilità di concordare insieme alle autorità una risoluzione definitiva”.

Per questo domani lunedi 8 maggio organizzeranno una manifestazione che partirà, alle ore 9, dalla piazza antistante la stazione ferroviaria di Salerno. “Non chiediamo molto, solo di decidere anche noi del nostro futuro. Pretendiamo – avvertono le due associazioni - che le istituzioni ci riconoscano come lavoratori e che ci venga affidato un luogo dove poter lavorare legalmente senza essere discriminati in nessun modo in particolare da chi ci definisce “abusivi”. Dopo che da quasi 30 anni alcuni di noi vivono il territorio salernitano, ci sentiamo di appartenere a questa terra. Invitiamo tutta la cittadinanza ad aderire al nostro corteo per dimostrare che la solidarietà tra esseri umani non conosce confini né barriere”.

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