Travolse e uccise un fabbro di 74 anni a Nocera, la Cassazione: "Alla guida in stato di ebbrezza"

Lo scrive la Cassazione, nelle motivazioni che hanno portato al rigetto della difesa del barista di San Marzano sul Sarno, che ha confermato la condanna a sei anni inflittagli dalla Corte d’appello di Salerno per omicidio stradale

«Nonostante lo stato di ebbrezza B.A. riuscì a porsi alla guida dell’auto e a condurla per diversi chilometri prima di cagionare l’incidente mortale, mantenendo una velocità elevata e costante». Lo scrive la Cassazione, nelle motivazioni che hanno portato al rigetto della difesa del barista di San Marzano sul Sarno, che ha confermato la condanna a sei anni inflittagli dalla Corte d’appello di Salerno per omicidio stradale e lesioni gravissime colpose. «L’imputato era dunque in grado di rispettare le norme sulla condotta di guida, quali anche quelle di mantenere una velocità consona al luogo e alle condizioni del manto stradale, viscido di pioggia, modulare la velocità una volta avvistato il restringimento della carreggiata e rispettare l’alt imposto dai carabinieri, avvedutisi per tempo della sua pericolosa condotta di guida».

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L'omicidio stradale

Per l’imputato, scrivono i giudici, serviva e necessitava «maggiore prudenza», circostanza che non fu messa in atto. Anzi, B.A. «non tentò neppure di frenare, sicchè la sua condotta non può essere stata in alcun modo condizionata dal fatto che l’arresto del veicolo fosse impedito o ostacolato dalle avverse condizioni atmosferiche». La motivazione dei giudici d’appello, conferma la Cassazione, “è stata congrua e puntuale». L'uomo, che si vide ridurre la pena in appello, provocò l'incidente del 12 novembre 2016, a seguito del quale morì il 74enne Giuseppe De Prisco. Il figlio Gianni, restò invece paralizzato. L'incidente provocò gravi ferite anche a due carabinieri del nucleo operativo di Nocera. L'episodio avvenne lungo via Napoli. Quella notte LA Lancia Y del barista arrivò dritta sulle persone ferme in strada che stavano prestando soccorso o, come nel caso dei carabinieri, rilevando un precedente sinistro causato da due ragazzi a ridosso di un'auto ferma. Quella della vittima, che era scesa in strada insieme al figlio perché era stato svegliato di soprassalto dal botto dell’incidente precedente. I prelievi successivi all’incidente rivelarono che B.A. risultò positivo all’alcol test con un tasso pari a 2,3 grammi per litro, rispetto a un massimo consentito per la guida di 0.5.

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