Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Sparatoria nel centro di Pagani: in 3 a processo, c'è anche il cantante "Zuccherino"

Era il 15 settembre 2013 quando i carabinieri furono costretti ad inseguire un’auto che scorazzava contro mano nel centro di Pagani, con a bordo tre persone. Il giudice per l'udienza preliminare li ha rinviati a giudizio e ora saranno processati

Era il 15 settembre 2013 quando i carabinieri furono costretti ad inseguire un’auto che scorazzava contro mano nel centro di Pagani, con a bordo tre persone. Pochi minuti prima, una persona al telefono aveva avvisato la tenenza di una sparatoria consumata tra via San Domenico e Piazza Sant’Alfonso. Le persone che erano in quell’auto furono arrestate nelle ore successive: tra di loro c’era anche Alfonso Manzella, meglio conosciuto come «Zuccherino», nome d’arte del cantante neomelodico paganese. Due giorni fa, il gup Paolo Valiante ha rinviato lui, Salvatore Pecoraro e Francesco Francese a giudizio. Le accuse sono di detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale ed esplosioni pericolose. Il processo comincerà il 18 aprile 2018. In quella sede, il giudice chiarirà la dinamica di una misteriosa sparatoria consumata quella domenica notte, con tre proiettili esplosi nella centralissima piazza cittadina. Ad avvisare i carabinieri furono diversi testimoni, che riferirono di un litigio in corso con una persona armata di pistola. Secondo la Procura, fu uno dei tre imputati ad esplodere quei colpi.

Nell’auto condotta da «Zuccherino» a folle velocità fu ritrovato un bossolo di una calibro 7.65. Un secondo, invece, in piazza Sant’Alfonso. Quando i carabinieri giunsero sul posto notarono alla guida dell’auto proprio Manzella. L’inseguimento proseguì per le vie del centro, per poi terminare in via Amendola. Nel verbale redatto quel giorno, il neomelodico avrebbe riferito di essere stato vittima di una sparatoria. Procura e gup non gli hanno creduto, rinviandolo a giudizio insieme agli altri due. Fu Pecoraro ad occultare la pistola, filmata attraverso i sistemi di videosorveglianza presenti in zona e acquisiti dagli inquirenti un minuto dopo. Le operazioni terminarono quasi all’alba, con il terzo arresto eseguito poco dopo le 3 di notte. Sarà ora il dibattimento con il processo da celebrare dinanzi al giudice monocratico a chiarire chi sparò eventualmente dei tre quel giorno, insieme alla dinamica dell’episodio criminale.    

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