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Piazza Alario, residenti e M5S all'attacco: "Vogliono cancellarla, ci faremo sentire"

Riesplode la polemica dopo la dura presa di posizione del sindaco Vincenzo Napoli, che ha rivendicato l'apertura del cantiere rispedendo al mittente tutte le critiche mosse anche da esponenti della sua maggioranza

Dopo la dura presa di posizione del sindaco di Salerno, che ha ribadito l’intenzione dell’amministrazione comunale di proseguire con i lavori in Piazza Alario, non si è fatta attendere la reazione di numerose associazioni cittadine formate da residenti e ambientalisti. Oltre al Comitato Salviamo Piazza Alario, hanno sottoscritto il documento: Ali per la città, Arci mareaa, associazione comitato Salute e Vita, comitato Centro Storico Alto, Figli Delle Chiancarelle, gruppo Democrazia E Partecipazione, Inner – International Network Eco Regions, Legambiente Salerno “Orizzonti”, osservatorio Europeo Del Paesaggio, Salviamo Gli Alberi, Slow Food Comunità Valle Dell’irnoaiab - Ass. Italiana Agricoltura Biologica Campania.

Il manifesto contro il progetto: 

“A Salerno, Piazza Francesco Alario è da anni oggetto dell’interesse della Amministrazione Comunale che persiste nel voler destinare l’area di circa 2mila metri quadrati ad usi diversi da quelli indicati dal vincolo storico paesaggistico espresso dalla Soprintendenza. I residenti della piazza e del quartiere, consci del significato storico dei luoghi e del valore culturale e ambientale di un coerente contesto ottocentesco nel quale la Piazza ha da sempre assolto la funzione di ‘giardino’, hanno già sventato, nel 2018, un primo tentativo di stravolgimento che prevedeva la realizzazione di un parcheggio interrato con conseguente eliminazione degli alberi monumentali e delle risorse verdi. Oggi la comunità si trova a dover subire un ulteriore attacco ai luoghi da un progetto che, annunciato come di “riqualificazione” degli spazi verdi attraverso la realizzazione di un “piccolo parco giochi”, prevede in realtà la recinzione di una vasta area (1400 mq su 2000), con una cancellata alta almeno due metri, per isolarla dalla restante parte e destinarla a spazio ludico con l’installazione di 21 giochi su una pavimentazione in plastica antiusura e gomma antitrauma, stravolgendone la fruibilità e condannando a morte, di fatto, gli alberi presenti. A questa operazione che distruggerebbe l’identità dei luoghi, predisponendoli a successivi ulteriori trasformazioni difficilmente prevedibili (o inconfessabili), i residenti hanno proposto, in alternativa, linee guida più idonee alla natura della Piazza e alle necessità di tutte le categorie sociali, bambini inclusi, prevedendo un arricchimento del verde finora abbandonato e distrutto dalla cattiva gestione e spazi attrezzati con piccoli giochi, distribuiti su una parte ben definita di tutta la superficie, senza recinzioni né limitazioni. L’Amministrazione ha ritenuto non degno di attenzione il parere del Comitato, disertando incontri di presentazione e occasioni di confronto, fino ad avviare le procedure di assegnazione dei lavori del tanto contestato progetto, attraverso un iter apparentemente scorretto e formalità improprie. Con l’apertura del cantiere, in data 30 novembre u.s, ha così inteso sfidare le diffide di un gruppo di cittadini, rivolte anche alla Soprintendenza, magari approfittando della grave situazione di disagio legata all’emergenza Covid che impedisce lo svolgimento di un leale confronto tra cittadinanza e Istituzioni. Tutto ciò premesso, il Comitato Salviamo Piazza Alario e le Associazioni e i Gruppi elencati denunciano a tutta la città: l’inaccettabile decisione della Soprintendenza ABAP di autorizzare un intervento definito come ‘piccolo parco giochi’, laddove si tratta di uno stravolgimento della vocazione, della identità, della unicità storica del contesto ottocentesco di Piazza Alario. Ancor più inaccettabile è tale decisione, in quanto appare in aperto contrasto con il vincolo posto dalla stessa Soprintendenza, come confermato appena nel 2014. Con tale atto, la Soprintendenza ha negato la sua stessa volontà, facendosi carico – direttamente - di una responsabilità gravissima nei confronti della Città. Non a caso, l’Ente Comunale ha pubblicamente giustificato il progetto richiamandosi alla autorizzazione che ne avrebbe attestato la regolarità. Di questo, la Soprintendenza dovrà fornire giustificazioni; l’inaccettabile comportamento dell’Autorità Comunale per aver negato ogni ascolto, rifiutato ogni dialogo, rigettato ogni proposta. E, ancora, per aver dato il via ai lavori in tempi di straordinaria emergenza per i cittadini; e rivolgono istanza alla magistratura perché voglia considerare i rilievi avanzati da 24 cittadini che hanno firmato, già ad agosto scorso, una petizione in cui ponevano all’attenzione della Procura della Repubblica le numerose apparenti anomalie della procedura seguita e la inconciliabilità di fondo tra la realizzazione di una riqualificazione annunciata e lo stravolgimento di fatto degli spazi pubblici di piazza Alario." I rappresentanti del "NO" al parco giochi in piazza Alario si rivolgono poi alla cittadinanza tutta. Il loro invito è quello di prendere atto dei "comportamenti contraddittori, persistenti, autoritari e contrari alle regole della democrazia tenuti da rappresentanti pubblici contravvenendo, con questo, ai relativi doveri istituzionali. E, nello specifico, a condannare l’offesa alla storia di questa Città e la grave aggressione al suo patrimonio paesaggistico a conferma, purtroppo, di un atteggiamento che ha arrecato danni ingentissimi alla identità di interi quartieri, con straordinario consumo di suolo e occupazione di aree verdi. Infine, a biasimare la evidente volontà di mortificare i sentimenti di un consistente gruppo di cittadini che si sta battendo per la salvezza di un luogo che è stato la culla di intere generazioni." 

La politica

Intanto, in una nota congiunta, il sottosegretario Angelo Tofalo, il senatore Andrea Cioffi e il deputato Nicola Provenza del Movimento 5 stelle denunciano:” Viene da domandarsi se sia effettivamente avvenuto questo confronto con la cittadinanza tanto decantato dall’amministrazione comunale, in quanto vari comitati e vari cittadini hanno già emesso sentenza negativa per un intervento dannoso in termini di verde pubblico e di tutela del patrimonio storico culturale. Le intenzioni della giunta Napoli sono molto propedeutiche alle prossime consultazioni elettorali. Il maldestro tentativo di ottenere qualche voto dalle famiglie si è tradotto in una ulteriore spaccatura consumatasi all’interno della maggioranza, che naviga sempre più in balia delle onde. Pronta è stata la reazione civica e dei comitati civici, i quali si sono prontamente attivati per non trasformare piazza Alario in piazza della deturpazione del patrimonio storico e culturale. Oltreché di mancato rispetto di una città che vorrebbe divenire Green. Se solamente la giunta Napoli avesse in mente un chiaro disegno urbanistico da improntare alla città di Salerno, non si avventurerebbe in interventi spot così goffi. Il Movimento 5 Stelle di Salerno perciò, per le ragioni già esposte, si schiera dalla parte dei comitati, in quanto ha posto sempre a cardine della sua azione civica il perseguimento di un’ottica veramente eco sostenibile, e non di facciata come c’è scritto nella nota” concludono i pentastellati.

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