Primo maggio, l’accusa di Gigi Vicinanza della Cisal provinciale: “Non c’è nulla da festeggiare"

Vicinanza: "C’è da vergognarsi per la gestione della vertenza delle Fonderie Pisano e la questione delocalizzazione”. Poi l'affondo sul porto di Salerno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“Questo primo maggio nel Salernitano sono tante le vertenze che meritano ricordate, ma credo che i politici del territorio debbano vergognarsi per la guerra tra poveri prodotta tra i lavoratori delle Fonderie Pisano e i residenti di Salerno e la Valle dell’Irno”. Così Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale, analizza la festa dei lavoratori del 2018 nel comprensorio.

“Penso ai sindaci dell’area del Cratere, a quelli della Valle del Sele, del Parco del Cilento del Vallo di Diano e al primo cittadino di Salerno. Come faranno a vestire la fascia tricolore omaggiando i lavoratori? In fondo si tratta di quei lavoratori a cui non viene data la speranza di una sede certa per la delocalizzazione. Stessa vergogna dovrebbero provare i parlamentari, di vecchia data e non solo, che per le Pisano non stanno spendendo una parola. Residenti e lavoratori vengono trattati come numeri solo in tempo di elezioni, poi diventano fantasmi. Ecco perché il primo maggio in provincia di Salerno sarà tale solo quando le Fonderie Pisano avranno una nuova sede”.

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