Migrante malato vuole rivedere la mamma: lo aiuta una famiglia salernitana

La sua storia, commovente e dolorosa, la racconta su Facebook la mediatrice culturale Fatiha Chakir, che lancia un appello per aiutarlo a realizzare il suo desiderio

Jillali e Fatiha

Una lavoratore marocchino di 42 anni, Jillali, è in gravi condizioni di salute e vorrebbe riabbracciare la madre che vive in Marocco. La sua storia, commovente e dolorosa, la racconta su Facebook la mediatrice culturale Fatiha Chakir, che lancia un appello per aiutarlo a realizzare il suo desiderio. “Speranzosa nella vostra compassione e buon animo, chiedo a chi può un aiuto affinchè possa tornare in Marocco dalla madre. L'associazione “Il Mondo a Colori” sta raccogliendo i fondi necessari al biglietto e alle spese per i farmaci (palliativi contro il dolore)".

La risposta

A rispondere immediatamente all'appello è stata la famiglia Rainone - gruppo Rcm che pagherà le spese del viaggio e anche dei medicinali necessari, andando anche oltre la cifra necessaria. "Grazie mille di cuore - ha detto l'uomo una volta appresa la notizia - per questo grande gesto. Pensavo di essere solo, invece ho trovato tante persone brave come voi, grazie con il cuore”. Nel messaggio affidato al social, Chakir, oltre a indicare l'Iban per la donazione, chiarisce che "chi non puo' aiutarlo economicamente puo' andare a trovare per salutarlo e per portargli una parola di conforto". Da quel momento, Jillali "ha cominciato a vedere intorno a se' persone che gli hanno regalato un sorriso, un po' di frutta, 5 euro. Insomma, la famiglia che non aveva". Anche all'agenzia di viaggi, Chakir dice di aver trovato "persone squisite" perche' "ci hanno detto che il biglietto avremmo potuto pagarlo anche dopo". La raccolta fondi, spiega, serve non solo per il biglietto aereo, ma soprattutto per i medicinali "perche' l'ospedale ci da' solo tre giorni di autonomia di medicine da portar via. Ci sono stati anche due imprenditori che, oggi, ci hanno fatto sapere che ci danno una mano". Intanto, Jillali, conclude la mediatrice culturale, "ha intenzione di rientrare in Italia. Ci auguriamo che ci riesca perche' il medico ha detto che gia' e' fortunato se arriva in Marocco".

Il commento

Il sindaco di Eboli Massimo Cariello si dice "orgoglioso di questa bellissima iniziativa partita da nostri cittadini e che dimostra, ancora una volta, come sulle politiche dell'accoglienza occorre, sempre, un approfondimento e, quindi, mai essere populisti, ne' da un lato, ne' dall'altro". Il primo cittadino, evidenziando come nel comune ebolitano si "è arrivati alla terza generazione di stranieri immigrati con i nonni che accompagnano i nipoti", spiega che l'amministrazione "sta lavorando intensamente sulle regole di convivenza con le varie comunità. Grazie a Fatiha (Chakir, ndr) abbiamo avviato un percorso per riprendere la consulta degli immigrati che, di fatto, non c'e' mai stata ad Eboli cosi' da condividere con le comunita' una serie di percorsi di integrazione e di rispetto delle tradizioni, le loro come le nostre", conclude

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