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Il rapinatore armato di siringa e martello in treno sceglie il silenzio: va in carcere

Il napoletano accusato di sei capi d'imputazione sceglie il silenzio durante l'udienza di convalida d'arresto. Precedentemente tenuto sotto controllo nel reparto detenuti del Ruggi, è stato ora trasferito nel carcere di Fuorni

Ha scelto di non rispondere alle domande del giudice Massimo Masiello, il rapinatore che il 25 febbraio scorso seminò il panico su un treno regionale, partito da Napoli e diretto a Sapri. Difeso d'ufficio dal legale Mario Gallo, l'uomo ha scelto il silenzio. E' stato successivamente trasferito nel carcere di Fuorni, dopo aver passato la notte nel reparto detenuti dell'ospedale San Leonardo a Salerno. Sei i capi d'accusa che gli contesta il pubblico ministero di Nocera Inferiore, Diego Capece Minutolo: rapina aggravata armato di siringa e martello, lesioni aggravate, danneggiamento, violazione della misura degli arresti domiciliari, interruzione di pubblico servizio e false dichiarazioni d'identità.

L'uomo ha 46 anni ed è nato a Casoria. Una volta sul treno, partito all'incirca alle 13.50 da Napoli, era riuscito a rapinare tre persone: 25 euro da una donna, uno zaino con dentro effetti personali da un uomo e poi 60 euro, un telefono iphone e altri effetti personali ad una terza persona. Alla prima vittima avrebbe riferito testuale: "Ho l’Aids, sono un tossicodipendente, mi sono appena fatto, ora mi date tutti i soldi". A far desistere l'uomo da altri colpi fu un ufficiale dei carabinieri, anch'egli presente in treno in quel momento. Dopo aver fatto isolare il vagone, permettendo agli altri passeggeri - terrorizzati - di rifugiarsi in altre cabine, il carabiniere aveva provato a bloccare il rapinatore chiudendo con l'aiuto di altre persone tutte le porte che gli avrebbero permesso la fuga

Il 46enne, tuttavia, era riuscito a scappare. Afferrando un piccolo martello, si era fatto spazio tra il resto dei viaggiatori, colpendo all'impazzata e ferendo persino una ragazza. Aveva poi rotto un finestrino del vagone, dopo aver arrestato la corsa del treno, tirando il freno situato all'interno. Una volta fuggito, l'agente avvisò i carabinieri di Sarno che dopo poco individuarono un uomo sotto un cavalcavia. Con un controllo fotografico e una perquisizione, che aveva permesso di recuperare la refurtiva rapinata poco prima sul treno regionale, i militari arrestarono l'uomo in flagranza. La procura gli contesta l'uso di una siringa prima e di un martello, dopo, utilizzati su di un mezzo pubblico per commettere le tre rapine a danno di altrettanti passeggeri. In virtù di precedenti, il 46enne era ristretto agli arresti domiciliari nel paese dove risulta residente. L'udienza di convalida si è tenuta questa mattina, al termine della quale l'uomo è stato condotto in carcere. La misura restrittiva potrebbe essere confermata dal gip Alfonso Scermino. 

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