Sequestro di carburante a Teggiano: le spiegazioni della difesa

L'avvocato Michele Rullo del Foro di Napoli ci ha scritto alcuini chiarimenti riguardo la vicenda del sequestro di Gasolio effettuato dalla Guardia di Finanza a Teggiano lo scorso dicembre

L'avvocato Michele Rullo del Foro di Napoli ci ha scritto alcuini chiarimenti riguardo la vicenda del sequestro di Gasolio effettuato dalla Guardia di Finanza a Teggiano lo scorso dicembre. "La vicenda per della quale si sta occupando il sottoscritto - ci spiega l'avvocato Rullo - ha riguardo il sequestro di un impianto di distribuzione di carburante nel territorio di Teggiano gestito da una società che solo dal 2015 ha affittato l'azienda dai concessionari del decreto autorizzativo. Dal principio le indagini si erano rivolte verso la presunta manomissione delle colonnine dello stesso distributore per occultare la effettiva erogazione del prodotto; a seguito di apposita consulenza tecnica, disposta dal PM titolare, è stata assolutamente esclusa la paventata manomissione dei contalitri; tuttavia , da un prelevamento di campioni effettuato circa 4 mesi dopo il sequestro, è emerso che il prodotto giacente nei serbatoi, circa 15.000 litri, non soddisfacesse uno solo dei parametri previsti dalla UNI EN 590, 2014 con uno sforamento di circa 10 gradi centigradi nella curva di distillazione; da ciò - incalza - la procura della Repubblica di Lagonegro ha desunto una probabile operazione di miscelazione abusiva del prodotto che pur sempre è da qualificare come gasolio".

"D'altra parte questa difesa, con il supporto dei propri consulenti, sta predisponendo una corposa consulenza che mette in dubbio i risultati delle analisi perchè effettuate su campioni non correttamente prelevati ma soprattutto prelevati dopo che l'impianto è rimasto chiuso per oltre 4 mesi; inoltre dalla consulenza è emerso che l'adulterazione, se verificata, potrebbe aver avuto origine da una contaminazione accidentale del prodotto nelle varie fasi di stoccaggio e trasporto, ed in tal senso il sottoscritto ha avviato delle indagini per verificare le eventuali responsabilità. In ogni caso, conclude la consulenza redatta , emergerebbe che la percentuale di eventuale adulterazione non supererebbe il 2% del prodotto che significherebbe circa 380 litri su 19.000; il che renderebbe poco credibile l'intento fraudolento da parte dei gestori" conclude l'avvocato Rullo.

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