Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Terremoto 1980 trentadue anni dopo, in molti ancora senza casa

Quasi 3mila i morti per la terribile scossa delle 19 e 34 del 23 novembre: devastati dal sisma numerosi comuni nel territorio della provincia di Salerno e non solo

La prima pagina de Il Mattino del 24 novembre 1980

Ore 19 e 34 del 23 novembre 1980: è domenica e per quelli che sono sopravvissuti si tratta di una data indimenticabile. Di 90 secondi lunghissimi. Una dopo l'altra, due scosse di terremoto, la prima "premonitrice", la seconda violentissima, durata 90 secondi, con ipocentro tra le province di Salerno e Avellino (distretto sismico dell'Irpinia) la prima del nono grado e la seconda del decimo grado della scala Mercalli (6,5 - 6,9 della scala Richter) causarono morte e distruzione su una superficie di 17mila metri quadrati, con tre regioni e 687 comuni colpiti, dei quali 37 "disastrati", 314 "gravemente danneggiati" e 336 "danneggiati": 542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia. Quasi 3mila i morti, oltre 280mila gli sfollati, quasi 9mila i feriti.

In provincia di Salerno furono numerosi i comuni colpiti: tra quelli dichiarati "disastrati", ossia i più colpiti dal sisma, Castelnuovo di Conza, Laviano, Colliano, Ricigliano, Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva: tutti comuni situati a Nord Est della provincia di Salerno, al confine con il territorio della provincia di Avellino e della provincia di Potenza (Basilicata). In questi comuni le vittime furono, in totale, oltre 500. Ma la scossa fu chiaramente avvertita quasi in tutta la provincia di Salerno, con danni a persone e cose in numerosi altri comuni del territorio.

Dopo 32 anni il ricordo del sisma è ancora vivo in chi ha vissuto quegli interminabili 90 secondi che sconvolsero gran parte del territorio del Sud Italia e non solo (la scossa fu avvertita, seppur in misura inferiore, anche a Roma) e per molte famiglie, in provincia di Salerno, i disagi non sono ancora finiti: in diverse zone del territorio infatti molte persone sono ancora in attesa di una sistemazione definitiva post sisma, nonostante i fondi previsti dai vari governi per la ricostruzione. Wikipedia): uno riguarda Laviano, l'altro la visita di Sandro Pertini (con lui Forlani), all'epoca presidente della Repubblica, nelle zone del terremoto.

 

 

 

 

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