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Foto archivio

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Niente alcol, succhi o caffè dopo le 11, baristi infuriati: "Peggio della zona rossa"

C'è anche chi resta aperto e somministra caffè dopo l'orario consentito, preferendo una eventuale multa al rispetto di "un'ordinanza inaccettabile". Intanto, abbiamo ascoltato la Claai: l'appello di Senatore

Nessuna bevanda, nè alcolica e nè analcolica, dalle 11 in poi, dal 20 al 23 dicembre. E' quanto previsto dall'ordinanza regionale della Campania numero 98, la stessa che ha confermato le limitazioni della zona arancione nel nostro territorio, unico a far eccezione in Italia, dove, ovunque, è stata stabilita la zona gialla in questi giorni pre-festivi. In effetti, le limitazioni vigenti in queste 4 giornate in Campania superano quelle previste perfino nella zona rossa, dove l'asporto e la consegna a domicilio sono in ogni caso consentiti fino a sera.

L'interpretazione

Ad ogni modo, da attente interpretazioni relative alle ultime ordinanze, sembrerebbe che il delivery sia concesso anche in Campania, in realtà, mentre l'asporto no. Ma questa altro non è che una lettura non ufficiale della limitazione imposta dalla Regione.

Parlano i baristi

Una doccia gelata, dunque, in particolare per i bar che auspicavano una integrazione o precisazione da parte di Palazzo Santa Lucia affinchè venisse consentita almeno la somministrazione del caffè, bevanda analcolica su cui sostanzialmente si basa il loro guadagno. "Se dalle 11 in poi possiamo vendere solo acqua, allora qual è il motivo della nostra apertura? Davvero si pensa che noi guadagnamo vendendo patatine e cornetti?", si chiedono i baristi salernitani. Tra loro, c'è anche chi ha deciso di trasgredire e continua a somministrare caffè a ogni ora: "Posso capire di limitare la vendita di alcol per evitare assembramenti in questi giorni di festa - ci ha detto l'esercente che, per ovvie ragioni, preferisce l'anonimato - Ma addirittura impedirci di vendere caffè e succhi di frutta mi sembra l'ennesimo schiaffo, gratuito, che ci toglie persino quel minimo guadagno grazie al quale non abbassiamo la saracinesca. Io resto aperto: se mi multeranno, pazienza. Non posso obbedire a questa norma assurda". "Possiamo vendere solo acqua? Allora ci facessero chiudere e ci dessero i ristori - incalza un'altra esercente - Non è ammissibile una restrizione che non è stata attuata neanche nelle zone rosse: ma come si possono lasciare senza guadagni famiglie intere? Il caffè come lo somministro la mattina, posso somministrarlo anche il pomeriggio: cosa cambia? Perchè vietarci anche questo?".

L'appello di Senatore (Claai)

Sulla amara e complessa questione, abbiamo ascoltato il responsabile del settore Commercio e Servizi della Claai Imprese Salerno, Sabatino Senatore: "Regna una confusione incredibile: ogni bar o ristorante dà lavoro e sopravvivenza ad intere famiglie. Secondo quale principio si attuano restrizioni come quella di impedire anche la vendita di bevande non alcoliche, senza prevedere ristori?  -  si domanda Senatore  - Noi pretendiamo scelte sensate e trasparenza da parte delle Istituzioni e chiediamo di tutelare i commercianti onesti, gli unici a pagare le spese di queste limitazioni davvero inaccettabili".

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