Domenica, 17 Ottobre 2021
Scuola

"Tutti in presenza: no ai ricatti", la lettera del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto della Campania

Ippoliti: "In Italia anziché mettere in atto un’adeguata campagna di informazione sull’utilizzo consapevole del vaccino, si assiste, troppo spesso, ad una sorta di ricatto morale sul dovere sociale ed a vere e proprie intimidazioni ed istigazioni alla discriminazione di coloro che per necessità o scelta personale sono obbligati o decidono di non sottoporsi alla vaccinazione"

Il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto della Campania, pur consapevole che la  campagna di vaccinazione sia  una risorsa nella lotta contro il Covid19, scrive al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, per invitare coloro i quali hanno  responsabilità  istituzionali, a non minare la  serenità della ripresa dell’anno scolastico in  presenza.

La nota
 

La Costituzione Italiana, agli articoli 32 c.2 e 34 c.1, stabilisce che “nessuno può essere obbligato a  un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge” e che “la scuola è aperta a  tutti”.  Inoltre, il Regolamento UE 2201/953 e la risoluzione n.2361  del 27 gennaio 2021 dell’Assemblea  Permanente del Consiglio d’Europa, di cui l’Italia fa parte, invitano  ad  adottare  misure  efficaci  e  tempestive per contrastare la disinformazione e l'esitazione riguardo alla adesione alla campagna  vaccinale  contro  il  covid-19;  ma  contestualmente  avvertono  del  rischio  discriminazione  ai  seguenti punti invitando a garantire: 
7.3.1. che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno sia sotto  pressione politica, sociale o di altro tipo per essere vaccinato se non lo desidera; 
7.3.2. che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi  per la salute o per non voler essere vaccinato. 
 
Inoltre, ricordiamo che la riapertura delle scuole, voluta dal Governo in carica pur tra mille difficoltà,  nonostante le zone rosse non ha portato a conseguenze importanti, dal punto di vista della salute  dei bambini e degli adolescenti. Le riaperture delle scuole sono state conseguenza della  disposizione del TAR del Lazio (Sezione I, ordinanza n.1947/2021) e del Consiglio di Stato (Sezione  Terza,  decreto  n.1777/2021)  che  hanno  censurato  i  provvedimenti  di  utilizzo  prolungato  della  didattica  a  distanza,  a  seguito  della  chiusura  delle  scuole,  proprio  per  la  carenza  di “evidenze  scientifiche  solide  e  incontrovertibili”  a  supporto  di  tali  provvedimenti  a  fronte  di  una  “grave  compressione del diritto all’istruzione”. Ricordiamo ancora che la sentenza n.37/2021 della Corte  Costituzionale ha ribadito che, ai sensi dell’art.117 comma 2, lettera q) della Costituzione Italiana, le  misure di profilassi internazionale sono di esclusiva competenza Statale. 


 
"In Italia anziché mettere in atto un’adeguata campagna di informazione sull’utilizzo consapevole del  vaccino,  si  assiste,  troppo  spesso,  ad  una  sorta  di  ricatto  morale  sul  dovere  sociale  ed  a  vere  e  proprie intimidazioni ed istigazioni alla discriminazione di coloro che per necessità o scelta personale  sono obbligati o decidono di non sottoporsi alla vaccinazione. Anche per l’utilizzo del green pass c’è  poca  chiarezza  da  parte  di  alcuni  dirigenti  scolastici,  che  lo  invocano  senza  che  ne  sia  stato  deliberato l’utilizzo e senza specificare per quali attività si renderà necessario. - incalza Il Coordinatore e Portavoce Almerico Ippoliti - Chiediamo che non si scarichino sulla scuola le inefficienze di  un sistema di gestione della campagna vaccinale e la responsabilità di un aumento dei contagi che,  invece,  è  da  più  parti  dimostrato  non  dipende  dalla  scuola. Ssi  chiede,  inoltre,  un  intervento  autorevole,  opportuno  ed  immediato  per  chiarire  ufficialmente  la  condizione  e  di  vigilare  affinché  quanto indicato non avvenga, intervenendo nel sanzionare tutti coloro che proseguono  pubblicamente,  in  proprio  o  come  delegati  di  altri,  a  minacciare  continuamente  la  popolazione  scolastica  e  studentesca  riguardo  al  rientro  a  scuola  il  prossimo  settembre,  sulle  chiusure,  sull’allontanamento dai luoghi di lavoro, sul non consentire agli studenti di accedere in classe il  prossimo anno scolastico, e rimanere ANCORA in DAD, dopo i tanti danni provocati agli alunni e  studenti lo scorso anno scolastico". 
 
Secondo il coordinamento, "tutti  gli  studenti  devono  frequentate  in  presenza  il  prossimo  anno  scolastico,  secondo  i  corretti 
protocolli di sicurezza che si sono dimostrati efficaci ed efficienti; inoltre, occorrerà verificare con  attenzione se le eventuali positività al covid-19 avvengano in classe oppure in famiglia, o sui mezzi  di trasporto pubblico o in altri ambiti di vita, prima di addossare le colpe alla scuola ed agli studenti". 

 

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