La bicicletta ai tempi del Coronavirus: un’occasione per spiccare il volo, la riflessione di Paolo Longo (Fiab)

Auspichiamo che tutte quelle centinaia di uccellini-ciclisti possano farcela a volare, mettendoli in sicurezza e realizzando quelle infrastrutture ciclistiche che la Fiab Salerno (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) da anni chiede alle varie amministrazioni comunali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

La bicicletta ai tempi del Coronavirus? Può essere un’occasione per spiccare il volo! Di seguito, la riflessione di Paolo Longo, Presidente Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Salerno.

"Possedere una bicicletta e lasciarla languire in cantina è come avere una lampada di Aladino e non pensare mai a strofinarla" - il sempre gustosissimo pamphlet di Didier Tronchet dal titolo "Piccolo trattato di ciclosofia - Il mondo visto dal sellino" ci suggerisce un brillante spunto per qualche riflessione sulla bicicletta ai tempi del Coronavirus.

Stazionate in un angolo di un garage o di una camera, un pò impolverate, con una o entrambe le ruote semi sgonfie, le nostre biciclette hanno atteso per poter tornare ad esaudire quei desideri che si impossessano di noi ad ogni giro di ruota e ad ogni colpo di pedale. In verità per molti di noi la bicicletta non è mai stata ferma, infatti al pari di tutti gli altri veicoli, anche durante il lockdown muoversi in bicicletta è sempre stato consentito nell'ambito dei ben noti motivi di necessità. Anche in questo caso la bicicletta ha dimostrato di essere un eccezionale passpartout! Ciò a cui abbiamo dovuto invece rinunciare, è la magia che solo la bicicletta può donare nel catapultarci in uno spazio-tempo dove tutto è sempre possibile, sentirsi liberi di raggiungere il proprio caro amico o la fidanzata, l'angolo preferito della città per scattare una foto al tramonto, o semplicemente provare dopo tanto ozio obbligato che il tuo apparato muscolo-scheletrico risponde ancora agli stimoli, dimostrando che sei ancora vivo e capace di spiccare il volo.

Superata da qualche giorno la fase di restrizione domiciliare, complice una primavera precoce e l'ammirazione per le stupende immagini di città silenziose, senza traffico oltre che prive di qualsiasi inquinamento, tutte quelle nostre bici a riposo hanno ripreso a volare. Ma la cosa più bella, e per nulla sorprendente, è che insieme alle nostre, ora ce ne sono altre decine e centinaia! Noi che siamo esperti, le notiamo procedere incerte, proprio come il volo degli uccellini che in questo periodo saltano fuori dal nido. Procedono per scatti, non avvezzi la testa dei loro conducenti si muove veloce a destra e sinistra per scorgere i pericoli della strada, ogni tanto poggiano il piede a terra per recuperare l'equilibrio instabile. Per gli uccellini il salto dal nido costituisce il momento più difficile e pericoloso perché sono una facile preda e la mamma a quel punto può fare ben poco, se non cinguettare forte nel caso avvisti dei pericoli. La natura si sa talora ha risvolti molto crudeli e sappiamo che tanti di quegli uccellini non ce la faranno.

Noi invece auspichiamo che tutte quelle centinaia di uccellini-ciclisti possano farcela a volare, mettendoli in sicurezza e realizzando quelle infrastrutture ciclistiche che la Fiab Salerno (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) da anni chiede alle varie amministrazioni comunali. Sarebbe una grande occasione persa per la città, se presto tutte quelle biciclette, dovessero tornare a prendere polvere ed arrugginirsi nell'umidità di un garage.
 

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