Regionali 2015, riflessioni del giovane Pierluigi Canoro del Pd

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Mi permetto una considerazione su un tema a me caro, non solo per ragioni anagrafiche ma per un impegno personale più complessivo. Lo faccio all’approssimarsi del termine di questa campagna elettorale non per fornire assist a questo o quel contendente ma perché, come si suol dire, in questi mesi ho atteso alla finestra, osservando lo svolgersi del confronto e lasciando che fossero i fatti a parlare. C’è un tema grande assente in troppi programmi di questa contesa: i giovani. Sembra assurdo, eppure, senza voler scadere in banalità, si è parlato poco e niente di quello che sarà realmente il futuro di questa Regione, il suo capitale umano. Tralasciamo pure, infatti, le roboanti e strumentali promesse occupazionali piovute da più parti che fanno parte del folclore elettorale e lasciano il tempo che trovano. In una Regione in cui il tasso di disoccupazione giovanile è al 51%, ben oltre la media nazionale, tutto ciò è grave. In campagna elettorale i giovani non possono limitarsi ad essere oggetto di spot e misure para-clientelari, ma dovrebbero divenire elemento essenziale della competizione stessa.

Politiche giovanili accanto, nei programmi, a sanità, trasporti, ambiente, lavoro. Davvero l’unico che, andando oltre gli annunci, ha in questi mesi elaborato e illustrato in alcuni incontri ad hoc una proposta programmatica seria, a partire dal diritto allo studio e dal trasporto pubblico gratuito per gli studenti, è stato il candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca. Ma nell’ottica di un miglioramento trasversale di una classe politica regionale in gran parte disattenta sul tema, le stesse giovani generazioni non possono essere passive e, al contrario, devono spingere per un tale cambio di rotta. Lo stimolo e l’impegno dei coetanei, avulsi da logiche stantie, può essere molto importante e, perciò, ad esempio, io stesso sono stato promotore la scorsa domenica di un confronto/dibattito incentrato sui giovani negli spazi di Cantera a Salerno, con la collaborazione del responsabile Guido Tramontano, sempre attento a questi temi, e la partecipazione di importanti interlocutori politici, quali Roberto De Luca. Una delle poche iniziative nella nostra provincia promosse da giovani, dedicate in toto all’argomento e che ha visto un’alta partecipazione, a dimostrazione della sete di simili incontri. Bisogna far sì che i giovani tornino fulcro della politica campana (e non solo), mettendoli realmente al centro della propria azione, amministrativa e programmatica. Solo così si potrà far riscoprire a tanti di loro la bellezza della militanza e di quei vitali valori, essenziali per ogni comunità, di cui è portatrice la politica e si riuscirà a riportare alle urne quelle migliaia di ragazzi allontanatisi e disaffezionati che preferiscono il non voto o la protesta, rinunciando a far valere e pesare le proprie istanze.

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