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Domenica, 5 Febbraio 2023
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BMTA di Paestum: una giornata tra archeologia sotterranea e candidature UNESCO

Anche la Provincia di Salerno, quest'anno, è tornata a partecipare direttamente alla Borsa.

Alla XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum si è tenuto un focus sull'Archeologia Sotterranea: caverne, cripte, catacombe, gallerie, labirinti, luoghi ricchi di fascino e di storia, che permettono percorsi emozionali e sostenibili e raccontano la pietra e i suoi misteri, la vita sotto il frastuono della quotidianità.

Il convegno

Nell’ambito del convegno, che ha inglobato l’Incontro Nazionale delle Città Ipogee, moderato dal Direttore Touring Silvestro Serra, è stata presentata la ricerca curata da S.R.M. Studi e Ricerche per il Mezzogiorno del Gruppo Intesa Sanpaolo. A riferirne i dati rilevanti è stato il Responsabile Servizio Imprese e Territorio Salvio Capasso: "Il turista di oggi è abituato a viaggiare, è informato e preferisce soggiorni brevi, ma densi di esperienza. Al Sud c’è una presenza rilevante di offerta culturale, tuttavia debole in riferimento alla domanda. Il turista che va al Sud ci va prevalentemente per il mare, poi cerca musei. Nelle destinazioni del Nord si arriva per visitare il museo. Nell’ambito dello scenario turistico del Mezzogiorno si contraddistingue la Campania, che è terza in Italia per visitatori, dopo la Toscana e il Lazio, ma è sesta per numero di presenze nelle città d’arte".

I numeri

Su 1.154 siti Unesco, il 20% (221) sono grotte e cavità sia naturali, sia artificiali (estrattive, di culto, idrauliche, di transito, belliche, insediative civili). Quelle naturali sono oltre 37mila in Italia. Il maggior numero di cavità naturali, in rapporto all’ampiezza del territorio, è in Friuli Venezia Giulia, il maggior numero in assoluto è in Veneto, le più grandi sono in Toscana.

In Campania ci sono 1.315 grotte naturali, oltre il 70% (935) in provincia di Salerno; la più grande è la grotta di Castelcivita. Di quelle artificiali, 96, la larga maggioranza, sono in provincia di Napoli dove l’attività industriale è più rilevante.

Particolare importanza è stata attribuita al segmento delle catacombe, dal momento che l’idea del Direttore e Fondatore della Borsa Ugo Picarelli, è nata da un’attenzione verso il progetto Catacombe d’Italia lanciato nel 2018 dal Cardinale Ravasi con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Sulle cinque edizioni delle Giornate delle Catacombe, a 1.800 anni dalla morte di Papa Callisto (“l’inventore delle catacombe”) e a 200 dalla nascita dell’Archeologo Giovanni Battista De Rossi, ha relazionato Pasquale Iacobone Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

La candidatura all'UNESCO

Nella giornata di oggi è stato anche annunciata la candidatura della Via Appia Antica per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La candidatura della Via, la prima e la più importante delle grandi strade costruite dagli antichi romani, conosciuta anche come Regina Viarum, è stata promossa e coordinata direttamente dal Ministero della Cultura, nello specifico dall’Ufficio UNESCO del Segretariato generale. Avviato l’iter a maggio 2022, il Ministero della Cultura ha presentato oggi nel proprio spazio alla BMTA la candidatura: la seconda giornata della XXIV edizione della Borsa coincide infatti con la giornata di lavori del Ministero dedicata alla candidatura della Via Appia Antica a Patrimonio dell’Umanità.

"La novità di questa candidatura – ha spiegato Laura Acampora Funzionaria Archeologa dell’ufficio UNESCO del Segretariato Generale del MiC e componente del Comitato scientifico – oltre al progetto seriale in sé, è proprio quella di includere questi due percorsi. Nell’opinione comune si ritiene che l’Appia sia un Bene evidente nella sua importanza, storicità non solo per le evidenze archeologiche ma anche per tutto quello che ha rappresentato nell’identificazione dei paesaggi, presente in tutti i tipi di fonti, da quelle antiche a quelle letterarie e iconografiche. Noi ci impegniamo a dimostrare ulteriormente un valore indiscutibile. Lo sforzo che viene richiesto è di lavorare per mantenere questo valore per il presente ma soprattutto per le generazioni future. Questo è anche lo scopo del piano di gestione che presenteremo unitamente al dossier scientifico per la candidatura in cui indicheremo come, una volta iscritto nella Lista del Patrimonio, noi tutti lavoreremo per gestire e mantenere il valore di questa strada”. La via Appia, infatti, prevale su tutte le altre viae publicae romane per il suo ottimo stato di conservazione: l’intero corso, sia il primo tracciato che il percorso alternativo voluto da Traiano, sono chiaramente individuabili, così come gli innumerevoli monumenti e complessi che furono costruiti, nel corso di diversi secoli, lungo la strada stessa. Un percorso – che si può scoprire sul portale operativo per la candidatura: https://appiaunesco.cultura.gov.it/appia/ – che attraversava e collegava Roma con tutte le province dell’Impero fino a Benevento, Taranto, Brindisi, lungo cui sorgono catacombe, ville, castelli. Accanto alla candidatura – ha aggiunto Acampora - il Ministero ha individuato una serie di interventi di accompagnamento, già finanziati, che prevedono il restauro e valorizzazione di alcune evidenze monumentali tipo il Ponte delle Chianche vicino Benevento, alcuni Mausolei vicino Latina, e le aree archeologiche nella zona di Mondragone che necessitano di manutenzione utile alla fruizione, per aggiungere ancora più valore al valore della via Appia. In Campania ci sono alcune evidenze monumentali importanti ma che non sono ottimamente fruibili”. La candidatura sarà presentata all’UNESCO a gennaio 2023. “Una volta ottenuta l’iscrizione – ha concluso la Funzionaria - la sfida sarà quella di intraprendere con tutti i territori e siti interessati azioni e percorsi comuni su tutti i 22 componenti per valorizzare la fruizione e la gestione del percorso".

La partecipazione della Provincia di Salerno

Quest'anno, finalmente, la Provincia di Salerno è tornata a partecipare direttamente alla Borsa. "È la XXIV edizione della BMTA - ha commentato il Presidente Michele Strianese – e la Provincia di Salerno, ben 24 anni fa contribuiva alla nascita di questa importante manifestazione di promozione del patrimonio e turismo culturale, soprattutto per il nostro straordinario territorio che include ben due siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Parlo ovviamente della Costiera amalfitana e del Parco del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum e di Velia, e con la Certosa di Padula. Senza dimenticare che anche la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO. Poi nel 2014 arriva quell’enorme pasticcio della legge Delrio che riordina le Province togliendoci deleghe e risorse per cui all’improvviso i nostri Enti di Area Vasta non hanno più fra le proprie funzioni fondamentali sia il turismo che la cultura. Ma quest’anno siamo qui, con la forte volontà di riprenderci un ruolo che ci appartiene e nella giornata dell’inaugurazione della BMTA 2022 ho avuto il piacere di far parte di vari tavoli di lavoro e convegni sul tema della valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri territori e degli importanti siti archeologici di proprietà della Provincia di Salerno. In particolare, presso il Tabacchificio Cafasso, dopo la conferenza inaugurale delle ore 10.00, con la presenza di tutte le autorità civili, religiose e militari, ho partecipato nel primo pomeriggio a un primo incontro con Sindaci ed Amministratori per la valorizzazione dei piccoli borghi e comuni delle aree interne, nello stand della Provincia di Salerno".

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