Dalla battaglia per i diritti dei curdi alla lotta contro il Covid: l'impegno di Voza non si ferma

L'ex sindaco di Santomenna, Massimiliano Voza, cardiologo, ha dato il suo contributo anche in questa emergenza sanitaria

Dal Kurdistan, per la difesa dei diritti civili degli ultimi, a Modena in veste di medico anti Covid della Protezione civile. L'ex sindaco di Santomenna, Massimiliano Voza, cardiologo, ha dato il suo contributo anche in questa emergenza sanitaria. Il medico del salernitano, infatti, è volato nell'azienda ospedaliera di Modena nel reparto Covid-19. Ennesima scelta coraggiosa, da parte di Voza che, attraverso un post su Facebook, racconta del suo impegno:

Come altri 7000 miei coraggiosi e volenterosi colleghi di tutta Italia, avevo risposto all’appello della Protezione Civile a metà marzo. Così, zaino in spalla - come sempre! - sono partito, essendo uno dei 250 medici volontari intensivisti ad aver superato la selezione per essere arruolati nel Contingente Nazionale  Medici Covid19. Ironia della sorta, per qualche mese la mia ZonaRossa è l’EmiliaRomagna. Ciascuno, in questo momento, è chiamato a fare la propria parte e io non me la sono sentita neanche stavolta di sottrarmi. Perché c’era esigenza di medici di terapia intensiva, e perché come diceva Che Guevara, un grande medico e rivoluzionario: “se vale la pena di rischiare, io mi gioco pure l’ultimo frammetto di cuore!”

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Altre volte, da medico volontario, ho dovuto raggiungere i luoghi di missione anche clandestinamente, e una di queste volte i militari turchi, non gradendo gli aiuti sanitari che portavamo con la Mezzaluna Rossa Curda alle popolazioni inermi curde martoriate dall’ISIS e da Erdogan nella Siria del Nord, ci spararono addosso, non gradendo neanche il fatto che stessimo attraversavando il loro confine con la Siria di notte, “a loro insaputa”. In Ucraina, invece, tentarono la carta del mandato di cattura internazionale con l’accusa di essere penetrati “a loro insaputa” per sollevare “clandestinamente” le pene sanitarie del Popolo del Donbass massacrato dalla guerra civile. Stavolta, invece, sono arrivato con un convoglio messo a disposizione dalla presidenza dei ministri (che io avverso strenuamente), scortato dai corpi militari...che, per un oppositore politico incallito, che è nemico giurato di governi, e che si è dichiarato obiettore di coscienza alla chiamata per leva militare è una bella soddisfazione.
 

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