Venerdì, 18 Giugno 2021
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La prima Guida letteraria di Salerno e provincia, esce "Il Castello di carta"

L'opera si immerge nel territorio salernitano per raccontarlo attraverso le esperienze di scrittori e nomi illustri. Un viaggio che parte 2500 anni fa, per arrivare ai tempi più recenti

Uscirà il 20 maggio, in tutte le librerie e store online, “Il castello di carta". Una guida letteraria di Salerno e della sua provincia, a firma del giornalista e scrittore Paolo Romano, per Marlin editore, la casa editrice di Tommaso e Sante Avagliano (collana La camera del fuoco, 304 pp., 16,90 euro). L'opera si immerge nel territorio salerintano per raccontarlo attraverso le esperienze di scrittori e nomi illustri. Un viaggio che parte 2500 anni fa, per arrivare ai tempi più recenti. Nella promo si legge: "Dalla A alla Z: 83 scrittori che in ogni epoca sono nati a Salerno, nei tanti Comuni del territorio, vi hanno soggiornato o ne hanno scritto. Un viaggio nel tempo e nei luoghi, profili brevi e intensi come racconti, pagine in cui vita e scrittura si fondono in uno degli angoli del Sud più densi di trame"

L'opera

Ma non c'è solo il racconto che inevitabilmente parte dalla lettera A del filosofo Nicola Abbagnano alla V di Virgilio, ma anche Amendolara, Andersen, Boccaccio, Califano, Casanova, Ceronetti, Croce, D’Annunzio, D’Aquino, De Crescenzo, De Curtis, De Giovanni, De Silva, Di Giacomo, Durante, Foscolo, Gatto, Gide, Izzo, Matvejevi?, Marrazzo, Parmenide, Pasolini, Piovene, Petrarca, Pirro, Prezzolini, Prisco, Rea, Saba, Sanguineti, Steinbeck, Ungaretti e Vico, sono alcuni di quelli presenti. Da Sàndor Màrai, il grande scrittore ungherese che visse in quasi totale anonimato in un palazzo della zona orientale della città, al premio Nobel Salvatore Quasimodo, che fu colto da malore in Costiera Amalfitana. Dalla storia-leggenda dell’approdo di Ernest Hemingway ad Acciaroli al novelliere Masuccio Salernitano, dal poeta Torquato Tasso che visse in città la sua fanciullezza all’americano-ravellese Gore Vidal: Salerno e l’intero territorio sono al centro di vissuti, soggiorni, toccate e fughe di figure letterarie celebri ma anche poco conosciute, spesso dimenticate o ricordate soltanto nel rettangolo d’una targa toponomastica. Con questo libro, l'autore colma una lacuna e dà vita alla prima guida letteraria di Salerno e della sua provincia. Una sorta di summa letteraria, un “Castello di carta” che rappresenta un presidio culturale a difesa della memoria e delle radici che la scrittura ha costruito nei secoli

"La Provincia è protagonista"

«Non c’è solo la città di Salerno - dice Romano - ma anche la sua provincia, che è una delle più vaste d’Italia, al centro de “Il castello di carta”, costruito nei secoli dagli scrittori. Ho cercato di avventurarmi nelle loro “stanze” talvolta segrete o poco conosciute. Ho intercettato e intrecciato storie, aneddoti, curiosità, versi, frammenti di vita. La sfida di partenza era dimostrare che la Letteratura è trasversale a ogni centro di potere, che una guida letteraria la si può scrivere non solo per metropoli come Londra, Roma o Parigi. È la periferia dell’impero che volevo raccontare».

Nella presentazione al volume Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2 della Rai, scrive: «In luogo delle centinaia di pagine che occorrerebbero magari per un solo autore, Romano sa cercare quel che conta, compie gustose scorribande letterarie, fruibili come ritratti che colgono in punta di penna l’essenziale, il profilo più autentico d’un autore, il suo interfacciarsi con quel meraviglioso angolo di Mezzogiorno rappresentato dal salernitano. Cartina alla mano, accanto a Salerno e alle costiere amalfitana e cilentana compaiono le periferie, i piccoli centri, i borghi e le città dell’entroterra. Le parole che ruotano intorno a questa “cartina minore” ci ricordano che in molti casi i veri viaggi letterari sono stati compiuti ai margini dei percorsi maggiormente gettonati, alla scoperta dell’Italia più viva e autentica. Un libro che non può mancare nelle biblioteche di quanti amano la cosiddetta letteratura di viaggio. In questo caso l’oggetto d’indagine non è rappresentato da mete esotiche, ma dall’antico e glorioso Principato Citra».

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