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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Basket

Una Scafati dai due volti non riesce nell'impresa: servirà la bella

Primo tempo in controllo soprattutto grazie alla camaleontica difesa, poi nella ripresa la reazione dei padroni di casa che hanno ribaltato la contesa

PALL. CANTU'-GIVOVA SCAFATI 77-68

PARZIALI: 14-18; 33-31; 60-49.

CANTU': Stefanelli 13, Bryant 10, Vitali 2, Nikolic 6, Borsani n.e., Da Ros 14, Bucarelli 2, Cusin 6, Bayehe 16, Allen 8, Severini, Tarallo n.e.. All. Sodini.

SCAFATI: Mobio 2, Daniel n.e., Parravicini 4, De Laurentiis 17, Clarke 3, Rossato 4, Cournooh 10, Monaldi 17, Cucci 9, Ikangi 2. All. Rossi.

ARBITRI: Stefano Ursi, Paolo Puccini e Alberto Perocco.

Gara quattro al Pala Banco Desio per la finale promozione tra Cantù e Scafati. Ormai per le due compagini è arrivato il momento di gettare il cuore oltre l'ostacolo per centrare il proprio obiettivo. Quello dei canturini vincere per allungare la serie e andare al decisivo quinto atto; quello degli scafatesi provare a chiudere il discorso salto di categoria, alzare il trofeo e ritornare a casa per ricevere l'abbraccio di un'intera città. 

Primo tempo

Il canestro di Bayehe stappa la contesa, poi però Scafati inizia a stringere bene le maglie in difesa sporcando palloni e non concedendo rimbalzi. In attacco invece la sfera circola bene e si arriva a prendere delle conclusioni vicino canestro ad alto coefficiente che valgono il parziale di 2-6 quando se ne vanno i primi 5' di gioco. C'è una intensità tale che si può tagliare con un coltello. Monaldi decide di prendersi il palcoscenico quando piazza due bombe consecutive che permettono ai gialloblù di raddoppiare gli avversari (7-14). Cantù però tiene botta e riesce a ricucire fino al -2 quando si arriva all'ultimo minuto del quarto iniziale. Rispetto alle prime gare della serie, questa volta sono gli ospiti che si schierano a zona e i canturini non riescono a prendere le misure. I liberi mantengono avanti Scafati, con Monaldi che raggiunge già quota 10 punti. Viene sfruttato male però l'antisportivo fischiato a Cusin a 7" dalla sirena breve.

Parravicini prima, Cournooh poi, inaugurano il festival della tripla ad inizio secondo periodo, con un De Laurentiis che lotta come un gladiatore sotto entrambe le plance. Dopo 2', sotto di 8 lunghezze (16-24), coach Sodini decide di chiamare timeout per parlare con i suoi. I padroni di casa soffrono la difesa gialloblù, che mette le mani su ogni pallone, e spesso il tiro arriva sulla sirena dei 24". Cusin segna il piazzato dopo un paio di errori, mentre Bryant ravviva il palazzetto con un gioco da tre punti che vale solo il momentaneo -3, perché dall'altra parte ancora Monaldi, ancora con una tripla ad alto coefficiente di difficoltà, respinge indietro Cantù. La gara vive comunque di folate, perché sono diversi i periodi nei quali mentre il cronometro scorre nessuna delle due squadre riesce a segnare. Bryant dall'angolo griffa il 26-29 a 2' dall'intervallo e questa volta è coach Rossi che chiede il minuto di sospensione. Per provare l'aggancio i brianzoli tentano la carta del pressing a tutto campo, ma un positivo De Laurentiis segna subendo fallo. Da Ros però si mette in proprio e confeziona un parziale di 7-0 che ribalta la situazione al termine del primo tempo.

Secondo tempo

Bisogna aspettare oltre un minuto per vedere il primo canestro della ripresa, un contropiede di Allen che non concretizza il gioco da tre punti. Scafati costruisce poco e pure male in attacco, con tiri da ultima spiaggia, così i padroni di casa allungano sul +8 e coach Rossi ricorre subito al timeout per provare a metterci una pezza. Cournooh prende e segna al primo tentativo al rientro in campo, ma l'inerzia della sfida è tutta dalla parte di Cantù che sotto canestro con Bayehe fa danni, arrivando a flirtare con la doppia cifra di vantaggio al 24' sul 43-34. Con l'acqua alla gola Clarke manda a segnare De Laurentiis che rolla bene. Ma tra i gialloblù inizia a sentirsi la stanchezza, proprio il pivot esce e coach Rossi senza Daniel opta per abbassare il quintetto con Cucci da '5' e Mobio da '4'. Clarke colpisce da tre, ma Stefanelli risponde con la stessa moneta e Cantù torna sul +12 (51-39). La scossa prova a darla Mobio con una schiacciata in tap-in a correggere l'errore dalla lunetta di Cucci, ma ormai i canturini sono in ritmo e volano sul +15 (58-43). Sono solo i liberi che permettono a Scafati di non precipitare all'ultimo stop and go.

Gli ultimi seicento secondi di gioco iniziano con Scafati che prova, e riesce, a trovare punti dal pick and roll centrale. E se non arriva il canestro, ci si guadagna quantomeno un giro in lunetta. Monaldi proprio dalla linea della carità permette a Scafati di ritornare sotto la singola cifra di svantaggio (66-57 a 6'30" dalla sirena). Agli ospiti manca anche quel pizzico di fortuna, perché sempre il play si vede sputare dal ferro una conclusione in rovesciata. De Laurentiis riesce anche a recuperare il rimbalzo offensivo, ma non s'intende con Cucci e il suo passaggio finisce addirittura in rimessa dal fondo sotto il proprio canestro. Il pivot si rifà qualche azione dopo, quando si prende la responsabilità della tripla dall'angolo che vale il -6. De Laurentiis, prezioso sui due lati del campo, stoppa la penetrazione canturina e sul capovolgimento di campo Cucci segna dall'arco il 66-63. Cantù reagisce con un 4-0 di parziale che fa entrare le squadre negli ultimi 3' di gioco. Da adesso in poi ogni pallone potrebbe essere quello decisivo. Dicevamo anche della fortuna. Allen rischia di perdere due volte il pallone, eppure poi si libera per la penetrazione del +8 (74-66). A 52" dalla fine la scelta di coach Rossi è la difesa a tutto campo per provare a recuperare palla. Bayehe però non sbaglia i liberi, mentre la tripla di Monaldi si spegne sul ferro. Spetta sempre a Bayehe chiudere i giochi dalla lunetta per il 77-68 finale.

Non riesce a Scafati l'impresa di portarsi a casa gara quattro così da festeggiare la promozione. Forse con un pizzico di fortuna in più, ma soprattutto con un Daniel arruolabile, questa partita sarebbe potuta entrare negli annali storici del club di patron Nello Longobardi, a bordo campo a soffrire insieme alla squadra e voglioso di regalare alla sua città la massima categoria. Adesso si torna al PalaMangano per la decisiva gara cinque, la più classica delle belle che non avrà un domani.

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