Cambio di scena: Campania zona "gialla", ecco cosa accade

Nei giorni festivi e prefestivi chiudono i negozi nei centri commerciali e chiudono anche musei e mostre. Bar e ristoranti, invece, restano aperti fino alle 18, con l'asporto consentito fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limiti

Cambio di scena per la Campania: il premier Conte ha annunciato che la nostra regione è stata inserita non nella zona "arancione", bensì in quella "gialla", quella a minor rischio. Dunque, scatta il divieto di circolare dalle 22 alle 5 del mattino senza comprovati motivi di salute e lavoro e tornerà necessaria l'autodichiarazione per giustificare uscite fuori dalla fascia consentita. "Se introducessimo misure uniche in tutta Italia, produrremmo un duplice effetto negativo: non adottare misure veramente efficaci dove c'è maggior rischio e imporre misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave", ha detto Conte.

Cosa cambia

Nei giorni festivi e prefestivi chiudono i negozi nei centri commerciali. Porte chiuse anche per musei e mostre. Bar e ristoranti, invece,  restano aperti fino alle 18, con l'asporto consentito fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limiti d'orario. Prevista, inoltre, 100% di didattica a distanza alle scuole superiori di secondo grado (licei, tecnici e professionali), mentre didattica in presenza per le scuole di altro ordine e grado, ma con l'obbligo della mascherina (salvo per i bambini al di sotto dei 6 anni). Inoltre, sospesi i concorsi, tranne quelli che si svolgono per via telematica e su base curriculare e chiusi i "corner scommesse e giochi" nei bar e nelle tabaccherie. Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, province di Trento e Bolzano: queste le altre regioni in zona gialla. Il decreto entra in vigore da venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre.

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La divisione in zone

L'Italia è stata divisa in tre fasce: gialla, arancione e rossa. La zona gialla, quindi, sostituisce la verde di cui si era parlato precedentemente. E' stato il ministro della Salute, sulla base di 21 parametri, a stabilire la collocazione delle regioni in tali zone. Tra tali parametri, il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai e l’occupazione dei posti letto rispetto alla disponibilità.

I dubbi

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