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Guerra in Ucraina, De Luca: "Italia e Germania i Paesi più a rischio", poi l'auspicio e la politica locale

De Luca ha anche rivolto l'attenzione alla politica regionale, parlando delle case di comunità da realizzare e della conseguente necessità delle 5mila persone da assumere. Ancora, il presidente ha annunciato che il 20 aprile sarà presentato il progetto esecutivo dell'ospedale Ruggi di Salerno ed ha anche puntato il dito contro l'organizzazione per i trapianti al Monaldi

"Abbiamo davanti agli occhi le immagini drammatiche della guerra in Ucraina. Voglio esprimere a nome di tutti la nostra solidarietà più profonda al popolo ucraino, a quelli che stanno vivendo in queste ore momenti drammatici, alle famiglie che vengono sconvolte, ai profughi che cominciamo a trovare in fuga dai territori di appartenenza.

Solidarietà  piena e profonda sperando che la guerra non si scarichi sui civili in maniera drammatica".

Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nella sua consueta diretta social del venerdì. "Per tutti noi un risveglio amaro, non avremmo mai immaginato di ritrovare immagini viste in resoconti della Seconda guerra mondiale. Ci sono stati conflitti in Europa in questi anni, nell'ex Jugoslavia conflitti e barbarie e pulizia etnica come Srebenica, i bombardamenti in Serbia. Ma mai un'immagine così  violenta e pesante messa in campo da grande potenza militare come la Russia". "Le giovani generazioni avevano perduto la memoria di cosa è una guerra. Tutti richiamati a drammaticità  della vita e anche al fatto che i pericoli di ritorno indietro, di esplosione di nuovi conflitti e tragedie sono pericoli ancora presenti davanti a noi. La civiltà moderna è un guscio fragile e precario, queste immagini ci ricordano quanto sia fragile la civiltà e quei valori considerati acquisiti per sempre. Non lo sono, nè democrazia, nè pace - continua il Governatore - La realtà ci ricorda che anche la democrazia è una costruzione storica, un modo di governare, ma non un modo scontato per sempre. E anzi è forma di governo minoritaria nel mondo contemporaneo. Non abbiamo conquistato per sempre neanche in Europa la pace".


Poi, riflettori puntati sul problema  scatenante per Putin che è legato alla volontà dell’Ucraina di aderire nell’alleanza atlantica. "Questo però è stato solo il pretesto che ha avuto la Russia per scatenare questa guerra. Abbiamo sentito ripetere che ogni Paese è libero di fare le proprie scelte e di aderire alle alleanze militari che meglio crede ma la realtà è diversa. E’ un pensiero giusto e ideologico, ma non sempre realizzabile - incalza De Luca- Putin ha un retropensiero che lo tormenta : vuole ricostruire l’impero di un tempo e la Russia di oggi rappresenta un pericolo permanente. La Russia è una superpotenza militare, ma in economia è poca cosa. Il problema non finirà con l’Ucraina. Quanto accaduto rompe gli equilibri in Europa e nel mondo ed apre un nuovo capitolo della storia contemporanea e, se la Russia intenderà mantenere questo orientamento, questo retropensiero, i problemi dureranno decenni. Paradossalmente – aggiunge De Luca – più sarà forte la resistenza ucraina, più la Russia sarà spinta ad usare armi di distruzione. Il quadro che si prospetta fa rabbrividire”.

I pericoli per l'Italia

Secondo De Luca, insomma, la Russia ragionerebbe nei decenni, ma colpirà in maniera immediata l'Europa, in particolare due Paesi: l'Italia  e la Germania. "Siamo noi i più esposti in quanto dipendenti dal gas russo e insieme siamo i Paesi che esportano di più tecnologie di precisione in Russia: noi subiremo un danno per le esportazioni, mentre gli Usa, sanzioni o no, non avranno nessun danno. Invece l'Europa e in particolare noi e e la Germania avremo gravi conseguenze". Dunque, secondo De Luca, l'Italia non dovrà allontanarsi neanche un attimo dalla Nato e dall'Europa, ma dovrà porre ai suoi partners il problema: "Dobbiamo essere solidali nel momento in cui tutti mettiamo sanzioni alla Russia, ma va pretesa la stessa solidarietà anche quando dobbiamo aiutarci tutti a reggere le difficoltà economiche: se la Russia ci interrompe la fornitura di gas, ad esempio, tutti i Paesi dovranno aiutare noi e la Germania, usando le risorse accumulate". Secondo il Governatore, la guerra ha fatto tornare in evidenza il problema della mancata autonomia italiana: "Siamo dipendenti dai paesi esteri per il 95% per le forniture energetiche: non possiamo difendere l'autonomia o la libertà", ha ribadito De Luca che dunque auspica mosse strategiche in tal senso, affinchè l'Italia conquisti una sua autonomia.

Le iniziative regionali

In chiusura, De Luca ha rivolto l'attenzione alla politica regionale, parlando delle case di comunità da realizzare e della conseguente necessità delle 5mila persone da assumere. Ancora, il presidente ha annunciato che il 20 aprile sarà presentato il progetto esecutivo dell'ospedale Ruggi di Salerno ed ha anche puntato il dito contro l'organizzazione per i trapianti al Monaldi, condannando le intimidazioni e le strumentalizzazioni messe in atto da qualche comitato "per agevolare qualche primario": "Questa storia deve finire - ha tuonato De Luca - A nessuno deve essere permesso di varcare la soglia del Monaldi: chi vuole fare manifestazioni, le fa fuori, si volta pagina. Il tempo delle anomalie e delle porcherie è finito, faremo iniziativa giudiziaria per le cose non tollerabili avvenute".

L'auspicio

Infine, il presidente ha parlato dei progetti per la tutela degli antichi mestieri del Cilento e del finanziamento per gli sportelli dei consumatori per monitorare i prezzi in Campania. Infine, De Luca ha ricordato come sia stata finanziata la formazione professionale per i diversamente abili. In conclusione, De Luca ha salutato il pubblico ripetendo che "la cosa più importante è la pace: non siamo vaccinati o immunizzati dai pericoli di guerra, sono tragedie che possono esplodere da un momento all'altro. Recuperiamo davvero i valori fodamentali della vita, auguriamoci che nei prossimi giorni non ci siano tragedie inimmaginabili".


 

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