Pasqua senza turisti, la Confesercenti stima i danni: "Persi 5 milioni di euro"

Albergatori, titolari di b&b e di case vacanze: tutti fanno i conti con le ricadute economiche del coronavirus che ha prosciugato il portafoglio e cambiato il proverbio. Il vecchio adagio, "Pasqua con chi vuoi", lascia il posto all'isolamento

Albergatori, titolari di b&b e di case vacanze: tutti fanno i conti con le ricadute economiche del coronavirus che ha prosciugato il portafoglio e cambiato anche i proverbi. Il vecchio adagio, "Pasqua con chi vuoi", adesso lascia il posto all'isolamento forzato, che produce numeri da profondo rosso. Il dato provvisorio fotografa una perdita per tutto l'indotto di oltre 5 milioni di euro a livello provinciale. Ecco la stima di Confesercenti Salerno, nei giorni del coronavirus, delle strade deserte, delle prenotazioni disdette. Ad aprile sbocciavano primavera e turismo. Era benzina nel serbatoio dell'accoglienza turistica, un settore che poi avrebbe fatto "il pieno" in estate. Il futuro è nebuloso, la ricostruzione sarà lentissima.

L'analisi e le richieste

“Terminerà il 31 luglio lo stato di crisi chiesto al Governo - dice Raffaele Esposito, presidente provinciale di Confesercenti Salerno - Chiediamo sicurezza per lavoratori ed ospiti, copertura sanitaria garantita per il territorio e garanzia di liquidità sotto forma di indennizzo pari almeno al 30 % della media del fatturato dichiarato degli ultimi 3 anni". I dati sono allarmanti e l’Osservatorio sui bilanci 2018 delle SRL del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha già lanciato l'allarme: nel 2020 in Campania il fatturato crolla di 1.2 miliardi di euro (-527.011 milioni di euro alloggio e -724.818 milioni di euro ristorazione). Su scala nazionale nel 2020, i numeri spaventano ulteriormente: crollo del fatturato per le srl del settore Ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro) di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%.

La posizione della Confcommercio

"Il Piano Socio-Economico approvato dalla Regione Campania ha un indubbio valore sul piano dell'assistenza alle fasce più deboli della popolazione, ma non è lo strumento adatto per dare respiro alle imprese, travolte dall'emergenza Coronavirus". Questa è la posizione assunta dal Consiglio Direttivo della Confcommercio Napoli, che si è riunito in videoconferenza, con la partecipazione dei Presidenti provinciali di Caserta e Salerno, Lucio Sindaco e Giuseppe Gagliano, per fare il punto sui provvedimenti della Regione e del Governo, oltre alle iniziative da mettere in campo per far ripartire le imprese. “Allo scopo di evitare la scomparsa di gran parte delle imprese campane e dei posti di lavoro, occorrono misure assai più incisive”, è il commento unanime. Nel dettaglio, le misure anticrisi previste dal piano sono insufficienti a raggiungere tutte le imprese che ne hanno bisogno: il bonus di 2000 euro alle microimprese potrà soddisfarne solo 40.000, a fronte delle oltre 300.000 attive in Campania. Mancano interventi a sostegno delle piccole imprese che impiegano da 10 a 50 dipendenti. Nel prevedere un contributo di 300 euro al mese ai lavoratori stagionali del settore ricettivo, ci si è dimenticati degli stagionali del commercio, della ristorazione e degli stabilimenti balneari, decine di migliaia di lavoratori privi di qualsiasi copertura.“Alla Regione, abbiamo rappresentato nuovamente quelle che sono, a nostro avviso, le priorità: alleggerire l'IRAP sulle imprese; prevedere contributi diretti commisurati al calo di fatturato; sospendere tasse, canoni ed addizionali regionali – spiega Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Campania – sede di Salerno. Il giudizio della Confcommercio, pertanto, resta sospeso, in attesa di un provvedimento specificamente mirato al sostegno alle imprese".

La risposta dei ristoratori

L'unica "ricetta" si chiama resilienza. La ricostruzione sarà lenta, la programmazione ancora lontana ma c'è chi si attrezza provando a resistere. Bisogna imparare a "riconvertirsi": pure questa è un'altra parola d'ordine. Particolarmente interessante è l'iniziativa promossa da un gruppo di imprenditori e che ha già fatto il pieno di consensi. Si chiama "La Ristorazione dopo il Coronavirus" ed è diventata una giornata di studi in diretta streaming, in programma venerdì 10 aprile alle ore 11. Sulla pagina facebook omonima, i temi trattati serviranno a fornire un orientamento in merito ad alcune domande che si susseguono, in queste ore di isolamento ma anche di disorientamento. Eccole. Quali servizi offrire dopo l'emergenza Covid-19? Come organizzare il proprio ristorante? Che impatto avrà la crisi sulla gestione degli spazi? Questi alcuni dei quesiti ai quali sarà possiboile rispondere nel quinto appuntamento in diretta streaming, a sostegno delle imprese, delle associazioni, dei consorzi, delle reti d'imprese e dei professionisti dal titolo: "La Ristorazione dopo il Coronavirus: Servizi, Organizzazione e Spazi per Nuovi Stili di Vita". E' possibile scrivere anche una e-mail all'indirizzo di posta elettronica info@retedestinazionesud.it
 

Attività extralberghiere

Bed and breakfast in ginocchio, come gli alberghi: prenotazioni disdette, ricettività e accoglienza turistica azzerate. Da rappresentante di categoria parla Agostino Ingenito (Abbac): "Le misure a sostegno delle imprese turistiche non sono sufficienti. Tantissime famiglie, nell'ordine delle migliaia, vivono di turismo e non hanno altre fonti di reddito - dice - E’apprezzabile lo sforzo compiuto dalla Regione Campania ma bisogna tener conto ancnhe delle famiglie che conducono attività ricettive extralberghiere professionali e non professionali, con regolari scie amministrative, che hanno visto drasticamente cadere l’unica fonte di reddito. Nulla è stato previsto per  gli affitti degli immobili ad uso abitativo condotti da affittacamere ed imprese ricettive, né c’è un’azione che aiuti a superare il rischio di contenziosi enormi con i locatari. Occhio anche alle strutture ricettive e della filiera del settore turistico: agenzie di viaggio, noleggiatori, lidi e camping, accompagnatori e guide turistiche". 

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Gli stanziamenti regionali

"La Regione Campania ha stanziato 30 milioni di euro per un comparto che contribuisce ad alimentare il pil campano nella misura di circa il 15 per cento – sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania - Importante anche il contributo di circa 300 euro al mese previsto per 25mila stagionali impiegati presso strutture alberghiere ed extralberghiere". Attraverso il proprio profilo facebook, anche l'assessore comunale al commercio, Dario Loffredo.

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