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Nell'auto con un lampeggiante della polizia: assolto ex candidato sindaco a Nocera

Secondo le accuse, nella sua auto fu trovato un lampeggiante e una mazza da baseball. In quella circostanza, con i fatti riferiti al 2017

Chiude con un'assoluzione per particolare tenuità del fatto l'ex candidato a sindaco a Nocera Inferiore, Mario Stanzione, accusato del possesso di documenti falsi e ricettazione. Secondo le accuse, nella sua auto fu trovato un lampeggiante e una mazza da baseball. In quella circostanza, con i fatti riferiti al 2017.

La storia

Secondo le accuse, Stanzione aveva mostrato un falso tesserino, finendo denunciato a piede libero da una pattuglia dei carabinieri di Cava de’ Tirreni, utilizzando un lampeggiante non autorizzato e un tesserino del Ministero dello Sviluppo Economico rilasciato nel 2012. Nel bagagliaio della sua vettura che aveva una targa di prova, era custodita anche una mazza da baseball. La vicenda risale all’8 dicembre 2017. Quel giorno, Stanzione contattò i militari per denunciare una possibile truffa nei suoi confronti da parte di tre napoletani. La vettura guidata da questi ultimi era in sosta a pochi passi da una pizzeria, quando l’auto di Stanzione era sopraggiunta da dietro urtando lo specchietto dei tre. Il politico, che era in compagnia di sua moglie, dopo essersi fermato e qualificatosi come funzionario di polizia cercò di liquidare la cosa sostenendo che il danno non avrebbe superato i 50 euro. I tre, però, chiesero l’intervento delle forze dell’ordine. Invece di recarsi verso il commissariato li condusse in una strada chiusa, con lui a scendere dall’auto e a minacciarli. Per questa intricata vicenda, arrivata all’attenzione del tribunale di Nocera Inferiore, Stanzione era stato indagato per ricettazione e falsa identità, con un seguito di scuse, fatte dallo stesso Stanzione:«Fui preso dall’ira, quando mia moglie fu aggredita dall’altra passeggera, non ci vidi più e sfoderai tutte le mie “armi” che avevo al seguito per chetare la faccenda che si era venuta a creare. Credo che sia stata più di una bravata e spero di giustificare che l’eccesso di difesa era per difendere l’incolumità sia di mia moglie, A.D.F. anch’ella denunciata in concorso, che della mia possibilità. Mi scuso profondamente». Al termine del primo grado di giudizio, i due imputati in concorso, sono stati assolti per tenuità del fatto dal giudice monocratico del tribunale di Nocera Inferiore. 

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