Omicidio Dilillo, niente sconti in Appello per Diele: chiesta la conferma della condanna

L'attore romano è accusato di omicidio stradale ed è stato già condannato in primo grado a sette anni e otto mesi di reclusione. La nuova sentenza arriverà il prossimo 21 maggio dopo le arringhe della difesa

L'attore Diele

Il procuratore generale di Salerno Elia Taddeo ha chiesto la conferma della condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per l’attore Domenico Diele, accusato della morte della salernitana Ilaria Dilillo. Ieri, nel corso dell’udienza celebratasi nella Corte d’Appello, il pg ha ribadito l’accusa di “omicidio stradale” nei confronti dell’imputato, presente in aula insieme ai due avvocati. La sentenza arriverà il prossimo 21 maggio dopo le arringhe della difesa.

Le motivazioni della condanna

Nei mesi scorsi sono state pubblicate le motivazioni della condanna. Il Gup Indinnimeo ritiene che sia stato “imprudente” e “negligente” l’essersi messo alla guida di un’auto, con la patente ritirata, dopo aver fatto uso di hashish. Già, perché è soltanto questa la sostanza che - a suo avviso - avrebbe condizionato i riflessi del giovane attore e non l’eroina. Diele, dunque, avrebbe viaggiato a 157 chilometri orari nonostante il limite di velocità fosse di 130 all’altezza dello svincolo autostradale di Montecorvino Rovella. Secondo i periti Diele avrebbe avuto circa 3,3 secondi di tempo per rendersi conto della presenza dello scooter guidato dalla vittima, Ilaria Dilillo, alla quale il magistrato riconosce un concorso di colpa. 3,3 secondi che il gup definisce “lunghi” e durante i quali l’attore non avrebbe predisposto alcuna manovra per impedire il contatto. Eppure, secondo i consulenti, sarebbe bastata una semplice sterzata verso sinistra alla distanza anche solo di 50 metri dallo scooter

La prima frenata di Diele sarebbe avvenuta, secondo l’analisi della scatola nera della sua Audi 3, dopo 2,2 secondi dall’impatto con lo scooter. Un dato che viene definito “inquietante” dal giudice se rapportato a quanto dichiarato dall’attore nel corso di alcune dichiarazioni spontanee rese durante l’udienza. Ovvero, di aver sentito un forte fragore con esplosione dell’airbag e conseguenti fumi nell’abitacolo della vettura. Tale fragore - spiega il gup - avrebbe dovuto comportare una frenata immediata o comunque secondo tempi precisi di circa 1-1,2 secondi dall’impatto tenuto conto proprio del sistema frenante della sua auto.

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