Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Sant'Egidio del Monte Albino

Scarico abusivo di reflui nel fiume Sarno: sequestrata azienda conserviera a Sant'Egidio

L'operazione, condotta dai carabinieri, è scattata questa mattina. Il decreto di sequestro è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nocera Inferiore

I carabinieri del Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli hanno sequestrato un’ azienda conserviera, il cui legale rappresentante è accusato di scarico abusivo di reflui industriali ed emissioni in atmosfera senza autorizzazione. Il decreto di sequestro è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nocera Inferiore

L’operazione 

In particolare, le indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e svolte dai Carabinieri del Noe di Salerno e Napoli, che si sono avvalsi della collaborazione tecnica dell’Arpac - hanno permesso di accertare che l’azienda conserviera situata nel comune di Sant’Egidio di Monte Albino svolgeva attività produttiva con titolo autorizzativo allo scarico di reflui industriali in pubblica fognatura e alle emissioni in atmosfera scaduto. Il sequestro preventivo dell’azienda, secondo quanto ritenuto dai Giudici delle Indagini Preliminari, si è reso necessario per evitare la compromissione ulteriore dell’ambiente circostante e del fiume Sarno in particolare.

L’inchiesta

Il provvedimento cautelare si inserisce in una più ampia e articolata indagine, tutt’ora in corso di svolgimento, condotta in modo capillare dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e dai Carabinieri Forestali in collaborazione tecnica con l’Arpac sotto il coordinamento delle Procure di Nocera Inferiore, Torre Annunziata ed Avellino, finalizzata ad accertare le cause dell’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari, sulle aziende situate nel territorio del bacino idrografico di detto corso d’acqua e ricadente nei circondari delle suddette Procure, al fine di individuare gli scarichi abusivi dei reflui industriali recapitanti direttamente e indirettamente nel fiume Sarno ed interrompere le attività illecite che influiscono sullo stato di salute di detto corso d’acqua, senza peraltro trascurare il rilevante impatto provocato dagli scarichi fecali di quei Comuni, tutt’ora privi di rete fognaria e/o non collettati esistenti.

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