"Villa Wenner è ancora nel mirino della magistratura": parla Rosa Scarpa

Parla una delle proprietarie della struttura nuovamente sequestrata

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Il 12 agosto 2020 viene notificato alla famiglia Scarpa, proprietaria dell’antica dimora dei Wenner,  un nuovo sequestro preventivo (area piano terra, piscina e giardino)   dell’amministrazione giudiziaria, a firma del sostituto procuratore Claudia D’Alitto, atto successivo di sette giorni a quello che stabiliva un dissequestro di un mese,  data 4 agosto 2020, del giudice Maria Albarano, che doveva  consentire attività ordinarie e straordinarie di manutenzione, regolarmente avviate dalla famiglia Scarpa. L’origine del provvedimento di sequestro risale al 2 marzo 2020, quando la magistratura notifica alle sorelle Scarpa un sequestro giudiziario per presunti schiamazzi e presunte irregolarità amministrative (comunicazione al portale alloggiati.web della questura, da verificare, in quanto l’estensione all’obbligo di denuncia al portale  per gli affitti anche inferiori alle 24h esiste solo per le strutture ricettive, e villa Wenner non lo è mai stata). In quella data fu effettuato un blitz di nove esponenti delle forze dell’ordine (tra carabinieri NAS e guardia di Finanza) .

La vicina si difende

In quell’occasione a Rosa Scarpa fu anche sequestrato il suo computer personale, poi restituito. Dal 3 marzo al 4 agosto 2020 la villa storica del 1862, con tele affrescate, giardino e piante secolari di particolare pregio, non ha potuto avere regolare manutenzione. Sulla base delle ripetute richieste degli avvocati, si arriva al 4 agosto, giorno della notifica del dissequestro temporaneo per la manutenzione.  Cominciano le attività e i lavori, ma il giorno 12 agosto viene notificata alle proprietarie un ennesimo sequestro perché, su segnalazione della vicina, che produceva materiale fotografico autonomamente procurato insieme alla polizia giudiziaria, Le sorelle Scarpa risultavano in acqua in piscina in “atteggiamento ludico”. 

Che bagnarsi nella propria piscina di casa fosse cosa proibita o che il dissequestro temporaneo fosse solo un permesso esclusivo per le attività di ripristino, non risulta agli atti. Le proprietarie intendono unicamente sottolineare il carattere vessatorio e persecutorio di alcuni esponenti del vicinato e il rischio che i continui provvedimenti di sequestro rappresentano per villa Wenner, bene storico tutelato e patrimonio di tutto il territorio. Si fa presente con l’occasione che tutti gli introiti dovuti alle locazioni del bene sono sempre stati per la totalità investiti  nel mantenimento e nel decoro della struttura.
 

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