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Orlando Bloom: “Carpe diem è superare le sfide che si presentano ogni giorno”

L’attore protagonista delle saghe di “Il Signore degli Anelli” e di “I Pirati dei Caraibi” è stato la guest star della giornata ed è riuscito come i suoi colleghi a lanciare messaggi importanti ai giurati del festival

“Le sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno ci danno l’opportunità di crescere. Superare il mio incidente mi ha ridato speranza e coraggio. Per me Carpe diem significa superare queste sfide perché per tutti noi gli ostacoli rappresentano un’occasione di crescita e nessuno può evitarli. E’ il modo in cui reagiamo e ci rialziamo dopo le difficoltà a formarci”: è stato molto chiaro Orlando Bloom con i giurati in sala. L'attore, arrivato oggi a Giffoni, era atteso fin dall'inizio dalle piccole e grandi fans che non vedevano l'ora di vederlo dal vivo finalmente e di poterlo immortalare in un selfie. Ai giurati che hanno riempito la Sala Truffaut della Cittadella del Cinema a Giffoni, Orlando ha cercato di trasmettere tutta la sua passione e il suo amore per la recitazione e per il raccontare storie che possono in qualche modo avere un impatto sul mondo che ci circonda: “Il cinema – ha affermato Bloom – può influenzare positivamente la realtà circostante e forse sarete proprio voi, nel prossimo futuro, a essere i registi di questi film. Pensate bene al tipo di storie che volete raccontare perché intrattenere le persone è un privilegio per pochi ed è una fortuna poter avere l’opportunità di farlo”. Bloom, che è ambasciatore dell’Unicef ed è stato in Giordania in un campo di rifugiati al confine con la Siria, è fortemente convinto che tali situazioni possono essere denunciate e combattute anche attraverso i film: “Per me è un onore e un privilegio lavorare per l’Unicef. In questi paesi le persone combattono ogni giorno per andare avanti. Stando lì con loro ho potuto comprendere e vivere da vicino la loro condizione di rifugiati e sono riuscito a farla conoscere al mondo. Raccontare al cinema certe storie può aiutare a migliorare il mondo”.

Sul recente lavoro al quinto capito dei Pirati, Bloom ha ammesso di non poter rivelare nient’altro se non che avrà giusto una piccola parte e l’occasione di poter presentare suo figlio al grande pubblico. Racconta anche che l’esperienza che, dopo il cinema, l’ha più appagato di più è stata quella teatrale a Broadway quando è stato protagonista della pièce “Romeo e Giulietta”: “Il teatro è stata una delle esperienze più appaganti perché ogni sera avevo un pubblico diverso con cui condividere la storia e confrontarmi, per questo è stato un lavoro molto lungo”. Di sicuro, però, è stata la partecipazione a “Il Signore degli Anelli” il suo regalo più grande: “Poter interpretare Legolas è stata una grandissima opportunità che mi ha fatto crescere ed evolvere come attore. Legolas è stato il risultato di un duro lavoro di recitazione perché dovevo restituire al pubblico le sue caratteristiche peculiari, quelle che lo contraddistinguevano dagli altri personaggi. E’ stato un grande onore poi tornare sul set 10 anni dopo per ‘Lo hobbit’”. Prima di congedarsi dai piccoli e grandi fans di Giffoni, Orlando Bloom si è prestato al consueto selfie con i giurati e riceve il Giffoni Experience Award.

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