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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Politica

Candidatura Piero De Luca, i promotori della lettera a Letta si ribellano

A mettersi contro sottoscritta un gruppo di docenti, scrittori, giornalisti e attivisti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“Mentre a Roma perdono tempo tra carbonare e amatriciane – De Luca dixit– in Campania non perdono neanche un secondo e radunano 600 firme per appoggiare la candidatura di Piero, figlio del presidente della Regione. 600 sindaci, il doppio dei trecento caduti di Sapri, ma con la medesima enfasi della spedizione di Pisacane, radunati per un giovine che non avrà “gli occhi azzurri e i capelli d’oro” ma che rappresenta il futuro luminoso del PD in Campania. Lo scrivono, in un comunicato stampa, i Promotori della lettera a Letta, sottoscritta da un gruppo di docenti, scrittori, giornalisti, attivisti, animati dal solo scopo di risollevare le sorti della Campania, con una lettera al segretario del PD Enrico Letta per denunciare la deriva familistica e amorale, autarchica e autoritaria, del presidente di una regione i cui indici – economici e di sviluppo – sono in caduta libera da anni.“Attenzione massima e serietà alle istanze della società civile” disse allora Letta, con l’impegno ad occuparsene appena possibile, vista l’emergenza della guerra. Ma i mesi sono passati, l’emergenza si è affievolita e ora la campagna elettorale incombe, figuriamoci se si possono perdere i voti del satrapo campano. Il quale dismette l’ascia di guerra e rinnova, alla bisogna, il vecchio patto con il PD per sostenere il continuatore della dinastia. Un figlio mai così prodigo, oggetto di sperticate lodi: “un raccordo prezioso tra il parlamento e il territorio”; “ che ha favorito tutte le più importanti iniziative, dal superamento della pandemia, alla la ripresa economica, alla gestione della crisi in Ucraina”. Altro che Draghi, è Piero il futuro del PD, un nuovo caro leader “guida forte ed autorevole per il bene dei concittadini”. In appoggio al figliolo – che per inciso è gravato da un giudizio in corso su coinvolgimento in bancarotta fraudolenta – l’intero battaglione dei deluchiani di stanza alla Regione, da Bonavitacola a Picarone, da Cascone al principe delle fritture Alfieri. Potrà mai Boccia dire no a così ricco parterre? Intanto i promotori della Lettera a Letta non sono stati fermi; hanno promosso una petizione contro il terzo mandato regionale che ha raccolto quindicimila firme e ben presto la sottoporranno agli organismi competenti e stanno preparando iniziative importanti per il prossimo autunno. Gli accordi elettorali, pur motivati da una legge suicida, lasciano l’amaro in bocca e un grande vuoto a sinistra; per questo la battaglia contro il giogo soffocante che tiene stretta la Campania tra clientele e affari, per una diversa politica per il sud, è oggi più che mai necessaria.

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