Calcio

Ngonge segna e Piatek spreca: la Salernitana perde la sfida salvezza, Nicola a rischio

Praterie sulla fascia sinistra del Verona: l'azione Doig-Lazovic-Ngonge, che porta in vantaggio l'Hellas, evidenzia tutte le difficoltà granata. Alla ripresa Nicola sceglie il modulo a tre punte. Pesa come un macigno l'errore sotto porta di Piatek nel finale

E adesso si fa dura, durissima: la Salernitana si fa travolgere dal Verona - nella prestazione, nello slancio, nella determinazione, sulla propria fascia destra - e subisce la seconda sconfitta di fila. Pesantissima: il Verona era a -7 e balza a -4, risucchiando i granata nelle sabbie mobili. Decisivi gli episodi, certo, ma l'Hellas ha saputo procurarseli e la Salernitana, al netto dell'assalto finale, non ha fatto niente per evitarli, sbagliando atteggiamento, uomini e strategia. I tifosi (presenti in 700) urlano di rabbia, la squadra annaspa, la società riflette. Una notte per decidere: in pole position per la panchina di Nicola, sempre più in bilico, ci sono Montella e Farioli. 

Le scelte

Davide Nicola, allenatore della Salernitana, sorprende tutti e sceglie un nuovo custode dei pali, anzi antico: gerarchie d'inizio stagione, in porta ritorna Sepe al posto di Memo Ochoa per scelta tecnica. Ochoa, infatti, partecipa regolarmente al riscaldamento pre gara e si accomoda in panchina. Novità in tutti i reparti: in difesa non c'è Sambia, com'era prevedibile in funzione della possibilità di giocare con i tre centrali facendo anche scalare Bronn da terzino nel caso di ritorno alla retroguardia a quattro. Non lo sostituisce, però, Lovato: tocca a Pirola, mancino. A centrocampo, nella partita di lotta e temperamento, Nicola rinuncia a Lassana Coulibaly che era parso per onestà di cronaca con il serbatoio mezzo vuoto da qualche gara. Sebbene a mezzo servizio, il giocatore maliano è pur sempre l'incontrista per eccellenza. L'allenatore granata, però, gli preferisce il nerbo e la freschezza di Crnigoj. Insieme a lui c'è anche Nicolussi Caviglia, preferito a Bohinen. Coppia d'attacco composta da Boulaye Dia e Bonazzoli, rispettivamente il bomber di questo campionato e della scorsa stagione. 

La cronaca

La Salernitana si presenta con una giocata in profondità di Bonazzoli per Crnigoj che non aggancia (2'). Di nuovo Bonazzoli, stavolta con una soluzione personale, dal limite, fionda verso la porta di Montipò ma la conclusione è rimpallata (3'). Il Verona replica a folate e guadagna due calci d'angolo. Il secondo, che l'Hellas si procura al 17' (tiro di Lazovic rimpallato) produce il calcio d'angolo che spiove pericolosamente nell'area piccola. Sepe non esce, la difesa lascia sfilare, i gialloblu di casa non ne approfittano. La Salernitana rischia grosso al 22': il Verona sfonda e si trova quasi a tu per tu con Sepe. Primo tiro di Duda respinto, tap-in di Duda fuori di un soffio. Il tormento dei granata sono le palle inattive. Al 25', nuovo mischione davanti a Sepe, ci prova Gaich ma la mira è sbilenca.

Il vantaggio scaligero

E' il primo snodo del match e il Verona lo intuisce. Comincia tutto al 31': Doig scappa via di forza e velocità a Crnigoj e sulla propria verticale - la fascia destra della Salernitana - pesca Lazovic con un filtrante. Il numero 8 scaligero si infila tra Candreva e Bronn e crossa teso sul secondo palo dove Ngonge si fa trovare pronto all'appuntamento con il gol. Senza Piatek e con due attaccanti che prediligono giocare palla a terra, la Salernitana avrebbe necessità di evitare i lanci lunghissimi di Sepe che sfilacciano la squadra e soprattutto sono facile preda dei difensori scaligeri, perché Djuric non c'è più, non veste la maglia granata. L'ennesimo ribaltamento dell'Hellas, concluso con un destro d'incontro di Depaoli che sorvola la trasversale, nasce proprio dall'ennesima palla persa in modo sciagurato. Il Verona pressa, gioca in ampiezza, sfrutta le fasce e crossa. La Salernitana, invece, fa fatica a restare compatta, ha Crnigoj che non trova la giusta posizione, Vilhena infruttuoso sulla trequarti. Servirebbe uno spunto, una giocata individuale. Al secondo minuto di recupero, la trova Boulaye Dia ma il suo diagonale, indirizzato al secondo palo, finisce mezzo metro a lato, a portiere battuto. 

La ripresa

Nessun cambio per la Salernitana in avvio di secondo tempo. Il tema tattico del Verona è sempre lo stesso, come l'autostrada che percorre sulla propria sinistra. Non c'è nessuno a fermare Lazovic, scarico alle spalle della difesa e conclusione di Ngonge che grazia Sepe tirando alto (9'). Due minuti dopo, Nicola mischia le carte e ricostruisce la formazione: Piatek sostituisce Crnigoj, Sambia rimpiazza Nicolussi Caviglia e Coulibaly entra al posto di Candreva. Sambia deve subito spendere il fallo sbracciando su Doig: ammonito. Il nuovo modulo è 3-4-3 ma la Salernitana dalle parti di Montipò non si vede affatto, nonostante le tre punte. Una delle tre, Bonazzoli, rischia di essere decisiva nella propria metà campo. Al 23' Bonazzoli porta un po' a spasso il pallone e subisce il pressinge del Verona. Il solito Doig scappa via, tackle di Pirola, l'arbitro indica il dischetto. Poi rivede tutto al Var e annulla la decisione. Il primo tiro nello specchio della porta è di Sambia: calcio di punizione da distanza siderale, Montipò quasi sorpreso ci mette i pugni al 29'. Al 30', invece, tocca a Vilhena in percussione personale (alto). Il giocatore olandese era anche diffidato, è stato ammonito e salterà per squalifica la sfida casalinga alla Lazio. Al 35' la difesa granata ritorna a 4: fuori Pirola, al suo posto Valencia, esterno offensivo. Ekong, il migliore dei suoi, lascia il campo per un infortunio da valutare. Al suo posto Gyomber. In campo entra anche Simone Verdi, protagonista del giallo di mercato all'ultima curva in casa granata. Entra anche Faraoni, fuori Duda e Doig. L'occasionissima arriva al 41' per Piatek: è fuga solitaria, fuiga per la vittoria, anzi per il pareggio ma il pistolero fallisce clamorosamente facendosi ipnotizzare da Montipò. Potrebbe punire Dia con un meraviglioso destro a giro in avvio di recupero ma il pallone sfiora solo il palo a Montipò battuto (47').  

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