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Risparmi su costi di sepoltura e tumulazione ad Angri, in 13 rischiano il processo

Le accuse sono di truffa, violazione di sepolcro, abuso d'ufficio e falso. Sarà il gip a valutare, ora, la richiesta di rinvio a giudizio della procura su un presunto giro di illeciti commessi nella gestione dei servizi cimiteriali

Tredici persone rischiano il processo a seguito di un'indagine condotta sul cimitero di Angri. Le accuse sono di truffa, violazione di sepolcro, abuso d'ufficio e falso. Sarà il gip a valutare, ora, la richiesta di rinvio a giudizio della procura su un presunto giro di illeciti commessi nella gestione dei servizi cimiteriali.

Le accuse

Al centro dell'inchiesta due ex custodi del cimitero, sospesi durante la fase preliminare. Stando alle accuse, si sarebbeo accordati con altre persone, parenti dei defunti che a loro volta rischiano il processo, "profittando delle condizioni di fragilità legate ai momenti di lutto", intascando somme che non corrispondevano al dovuto e lucrando sul servizio pubblico. Il raggiro prevedeva false dichiarazioni di residenza dei morti per corrispondere cifre inferiori a quanto previsto per tumulazione e sepoltura. Decisive, per le indagini, risultano le attività di intercettazioni dei carabinieri, con una serie di sopralluoghi al cimitero di Angri. In un caso, vi sarebbe stata anche la violazione di un sepolcro, con i resti spostati altrove e due episodi di truffa, contestati ad uno dei due custodi, per non aver tracciato ritardi e assenze sul posto di lavoro. 

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