Clementino a Nocera: tutta la verità, la visione dei filmati e lo sfogo del sindaco

Dell'attività investigativa è stata notiziata anche la procura di Nocera Inferiore, ma al momento non c'è alcun fascicolo aperto sul concerto

Il concerto foto Fb

Sono in corso, da parte della Polizia, gli accertamenti per far luce su quanto accaduto al concerto di Capodanno in piazza di Clementino, a Nocera Inferiore. Al vaglio della polizia ci sono video e riprese del concerto del noto rapper originario di Nola. Un lavoro di visione che punta ad approfondire diversi aspetti: da alcune parole pronunciate durante il live di Clementino, ai gadget che avrebbe lanciato alla folla, fino ad alcuni suoi comportamenti durante l'esibizione. A difendersi, attraverso un video, lo stesso rapper che ha mostrato i portachiavi e le cover regalate al pubblico nel corso del concerto, smentendo le accuse secondo cui erano stati lanciati filtri e cartine.

La video-risposta del rapper

Gli accertamenti

Dell'attività investigativa è stata notiziata anche la procura di Nocera Inferiore, ma al momento non c'è alcun fascicolo aperto sul concerto. Il lavoro di approfondimento punta, in sostanza, a comprendere se esistano i presupposti per contestare il reato di istigazione all'uso di stupefacenti, disciplinato dal codice penale. Intanto, già da ieri, sui social si è aperta una lunga discussione sui pro e i contro riguardo all'attività d'indagine, oltre che sulla decisione del sindaco Manlio Torquato di sospendere il pagamento del cachet dell'artista, in attesa di vederci chiaro.
 

Il post del sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato

"Clementino la marjuana e la Polizia".

Diciamolo subito da istituzione pubblica mi inchino alla legge.
Anche quando è contraddittoria o smentita dal senso comune.

E perciò se errore c'e' stato, che la legge faccia il suo corso.
Noi percio', per intanto, sospendiamo il pagamento in attesa che la Polizia verifichi se c'è reato.

Però siamo anche garantisti, libertari e non ipocriti.

E nel nostro essere amministratori pubblici rispondiamo di un bel po' di cose.
A partire dalla nostra coscienza.

La prima è quella di aver fatto svolgere un concerto in modo composto e per quanto affollatissimo, sicuro: prima durante e dopo.
Grazie a quella Polizia che abbiamo chiamato noi.

E di aver portato gente in città che erano anni non se ne vedeva.
Di aver dato sicurezza, musica e commercio ed un po' di relax a chi magari un concerto può ascoltarlo solo in piazza, perché i soldi di un biglietto non ce li ha.
Peggio se è un ragazzo.

Che poi di #Clementino -diciamolo- conosciamo la musica "che spacca", ma anche i messaggi #contro la #camorra, #contro la #droga (quella pesante), #contro lo #spaccio e le #oscene #paranze #criminali delle periferie partenopee.
Anche quelli detti dal palco. Eccome.

E qui veniamo alla seconda cosa.
La contraddizioni di una legge che resta in vigore a pezzi, disorientata in parte dalle sentenze piu' recenti che, certo non istigano al consumo, però consentono quel che fino a poco fa era proibito.

O di qualche condivisibile recente proposta di legge a favore del consumo personale delle droghe "leggere" avanzata in Parlamento da chi oggi regge il Governo.

O di uno Stato che prende le tasse sulle sigarette, ma mette sui pacchetti la "testa di morte"; che tassa gli alcolici, ma ne consente la continua pubblicità; che incita alle condotte morali, ma autorizza "bingo" e scommesse varie, sfascia famiglie e dilapida patrimoni anche qui, con tassa di Stato. E dove l'ultima pornostar diventa "maitre a penser" in seconda serata tv.

"...E nisciun s'allament"
Ma qui Clementino non c'entra.

Come non c'entra con la coca (cola?) di Vasco che, per anni, dai palchi ha incitato alla "vita spericolata", o con la "marja" di J-Ax ormai giurato nelle trasmissioni di prima serata.

E, infine, la terza:
se è sacrosanto che la Polizia faccia il suo corso, non possiamo ne' vogliamo sopportare, quindi non dobbiamo, il "moralismo" un tanto al chilo di chi, vedendo una piazza strapiena, in foto, lo ha scambiato per il successo di un' Amministrazione anziché di una città; e perciò spara a zero.

Di quanti, ormai attempati, dimenticano quando inneggiavano al libero amore e alla droga libera e magari oggi da questi social fan finta di non sapere che magari figli o nipoti le "canne" se le fanno davvero.

O di chi tira in ballo la qualità della musica, e qua, ragazzi, si dovrebbero stare, perché Clementino la musica la fa sul serio.

Ora, solo un ingenuo, potrà mai pensare che questo sia anche solo alla lontana la condivisione di un eventuale presunta ipotesi di reato.

Ma capirete che stare qui è come stare tra l'incudine e il martello, tra il rispetto della legge e l'ipocirisa della banalità.
In mezzo c'è il nostro senso morale.
Tutto intero.

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E su quello, consentitemi di dirlo forte, non prendiamo lezioni da nessuno.

Ha collaborato Nicola Sorrentino
 

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