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Coronavirus: medici in pensione richiamati negli ospedali di Salerno

L'Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha pubblicato tre avvisi per il reclutamento di personale medico specialista, di personale in quiescenza e di operatori socio-sanitari

Il coronavirus non dà tregua, medici e infermieri sono in prima linea e gli ospedali di Salerno richiamano al lavoro i dottori in pensione.

Gli avvisi

L'Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha pubblicato tre avvisi per il reclutamento di personale medico specialista, di personale in quiescenza e di operatori socio-sanitari (Oss) e ha già richiamato in servizio due medici infettivologi in quiescenza, Luigi Greco e Nicola Boffa. Inoltre Il presidio ospedaliero Scarlato di Scafati è stato individuato quale Covid Hospital con 62 posti di degenza. Entro la fine di marzo, oltre ai 5 già presenti, saranno attivi ulteriori 8 posti di terapia intensiva, incluso il pronto soccorso Covid-19.

I dettagli

Il programma, a regime, prevede che il plesso scafatese possa accogliere, fra positivi e sospetti, fino a 80 pazienti che accederanno al pronto soccorso con ambulanze attrezzate e accompagnate da personale specializzato. Il piano di intervento prevede il coinvolgimento, innanzitutto, dei presidi dotati di posti di rianimazione già ttivi, tra i quali l'ospedale di Agropoli per il quale il 18 marzo scorso, il sindaco ha annunciato la riapertura che potrebbe avvenire "già tra una decina di giorni". Sono in corso i lavori di trasformazione del plesso ospedaliero da Procida di Salerno in Covid Hospital, con l'attivazione di 114 posti letto a intensità di cura crescente di cui 8 posti di terapia intensiva e 6 di sub-intensiva da realizzarsi in 60 giorni. Oltre 80 posti di degenza saranno attivi già dal 30 marzo prossimo. In attesa della realizzazione, l'ospedale Ruggi ha predisposto, per i pazienti affetti dal Covid-19, 9 posti di terapia intensiva e 14 tra degenza (altri 10 saranno disponibili dalla prossima settimana) e sub-intensiva. Tra questi, 3 posti di terapia intensiva sono al pronto soccorso per assicurare cure ai pazienti ritenuti sospetti, in attesa della conferma diagnostica. Da oggi, inoltre, sono attivi altri due posti di terapia intensiva, uno al presidio ospedaliero di Cava de' Tirreni e un altro a quello di Mercato San Severino.

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