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Doppio lavoro, la Corte dei Conti indaga su 19 prof universitari di Napoli e Salerno

Secondo l’ipotesi di accusa - riporta Il Mattino- svolgevano attività di consulenza per Comuni e società private su collaudi di strutture

La Corte dei Conti ha condannato diversi docenti universitari dell’università Partenope i quali, nonostante avessero un contratto a tempo pieno, avevano svolto senza autorizzazione incarichi professionali retribuiti. Ora dovranno risarcire lo Stato per importi tra 30mila e 438mila euro.

L'inchiesta

Un fenomeno diffuso negli atenei italiani, che ha spinto, un anno fa, il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie del Comando generale della Guardia di finanza ad avviare un’indagine sui docenti universitari con contratto a tempo pieno partita da una serie di banche dati informatici. Fino a questo momento – riporta Il Mattino - sono 49 i docenti universitari su cui la Corte dei conti campana ha ricevuto segnalazioni dai diversi Nuclei di polizia tributaria. Quindi 34 in totali quelli al lavoro nelle università di province diverse da Napoli. In primis Salerno e Caserta. Il primo screening, a Napoli, ha riguardato le facoltà di Ingegneria e Architettura nelle Università Federico II e Vanvitelli. L’ipotesi del danno erariale si concretizza sull’indennità in busta paga riconosciuta a chi svolge attività universitaria in esclusiva. Indennità intascata, nonostante la violazione dell’esclusiva. Sotto esame sono state all’inizio le posizioni di duecento docenti. Dalle verifiche, attraverso anche acquisizioni di documenti con la collaborazione delle strutture universitarie, sono stati individuati 15 docenti nella provincia napoletana. Due a Napoli città. E altri due in altre province. Secondo l’ipotesi di accusa, svolgevano attività di consulenza per Comuni e società private su collaudi di strutture. 

Da qui la segnalazione al pubblico ministero della Corte dei Conti della Campania, Ferruccio Capalbo. I docenti sono stati sentiti, ma non tutti hanno ricevuto il cosiddetto invito a dedurre. Da questa prima attività, conclusa alla fine dello scorso anno, sono nate ulteriori indagini su deleghe della Corte dei conti. Dopo Architettura e Ingegneria, da gennaio il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha avviato così verifiche in altre facoltà: Giurisprudenza, Medicina, Scienze politiche. Gli accertamenti sono ancora in corso e seguono gli stessi criteri delle prime indagini.

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