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Cronaca

Utilizzo dei fondi contrattuali, ultimatum del Nursind provinciale ad Asl Salerno e Ruggi

La normativa prevede che all'inizio di ogni anno le aziende sanitarie devono predisporre un piano annuale per affrontare situazioni di emergenza in relazione all'organizzazione e ai profili professionali necessari per l'erogazione delle prestazioni

Il segretario generale del Nursind Salerno Biagio Tomasco ribadisce la necessità di avviare la discussione con i manager di Asl Salerno e Ruggi sull'utilizzo dei fondi contrattuali, in particolare sul Piano della pronta disponibilità. Con due note specifiche inviate ai vertici di Asl e Ruggi, il Nursind Salerno ha sollecitato l'avvio di tale discussione, richiamando l'attenzione sulle disposizioni del contratto nazionale di lavoro per la sanità. La normativa prevede che all'inizio di ogni anno le aziende sanitarie devono predisporre un piano annuale per affrontare situazioni di emergenza in relazione all'organizzazione e ai profili professionali necessari per l'erogazione delle prestazioni.

La contrattazione

Inoltre, il Nursind Salerno evidenzia che spetta alle aziende la contrattazione integrativa aziendale, compresi i criteri di ripartizione delle risorse disponibili tra le diverse modalità di utilizzo all'interno dei fondi contrattuali. “L’inerzia delle amministrazioni locali rispetto ai rapporti sindacali non solo viola la legge, ma conduce a una mala gestione dei fondi contrattuali. Questo, potenzialmente, può generare uno sforamento degli stessi con ripercussioni sulle retribuzioni dei lavoratori”, ha detto il segretario generale Tomasco “Denunciamo anche richieste sfrenate da parte di alcuni "dirigenti" che decidono come e dove spendere fondi contrattuali senza rispettare le regole, con silenzio generale da parte degli organi di controllo”.Il Nursind Salerno chiede all'Asl Salerno anche di mantenere l'impegno preso con le organizzazioni sindacali riguardo al blocco della remunerazione per lavoro straordinario e di chiarire come intenda gestire la quota pro capite delle 180 ore annue, evitando lo stop dei servizi. “In mancanza di una convocazione entro il 31 gennaio prossimo per discutere gli argomenti sopra riportati, attiveremo il nostro studio legale per tutelare i diritti sindacali dei lavoratori e andremo dal prefetto di Salerno”, ha concluso Tomasco

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