menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La sede dell'azienda

La sede dell'azienda

Italcementi, nessun accordo tra azienda e lavoratori: scatta lo sciopero

Le sigle sindacali bocciano in nuovo Piano elaborato dall’azienda in quanto prevede una riorganizzazione industriale che per loro “sancisce la chiusura e trasformazione in un centro di macinazione della cementeria”

Tornano a far sentire la loro voce i lavoratori della Italcementi di Salerno che bocciano il nuovo Piano elaborato dall’azienda in quanto prevede una riorganizzazione industriale che per loro “sancisce la chiusura e trasformazione in un centro di macinazione della cementeria di Salerno”. E’ quanto emerso dall’ultima assemblea svolta dai lavoratori insieme alle sigle sindacali. “Morale della favola, così come già prospettato nei giorni scorsi coinvolgendo le autorità cittadine politiche salernitane, lo Stabilimento di Salerno – denunciano  Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil -  che pur avendo le potenzialità produttive e professionali delle maestranze, sarà ridotto a semplice Impianto di Macinazione del prodotto proveniente da altri Siti, con una drastica riduzione del personale che passerebbe dalle attuali 66 unità lavorative a circa 25. Ancora una volta sarà il Sud di Italia a pagare il prezzo più alto, visto che stessa sorte toccherà all'Impianto di Castrovillari in Calabria”.

Ovviamente i lavoratori e le sigle sindacali saranno ben determinati a difendere “con tutti i mezzi a loro disposizione questo storico sito tndustriale che vale la pena ricordare è stato costruito in base alla legge 219/81 (soldi pubblici del post terremoto)”. Di l’indizione ad horas dello sciopero di tutte le maestranze con relativo blocco di ogni attività fino al 2 dicembre, data in cui i vertici nazionali sindacali e direzione Italcementi si rivedranno per la discussione di merito del Piano Industriale: “Nel caso in cui non ci sarà il rispetto dell'attuale Piano siglato nel 2013 - avvertono -  i lavoratori decideranno altre forme di protesta a salvaguardia dei posti di lavoro e del futuro delle proprie famiglie”.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SalernoToday è in caricamento