Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Malati curati a terra all'ospedale di Nola, l'Ordine dei Medici: "Siamo solidali con il personale sanitario"

I medici salernitani prendono posizione dopo le polemiche: "Dobbiamo considerare atti di generosità e di alto contenuto etico, interventi compiuti in contesti e situazioni magari non previsti nella corretta pratica assistenziale"

Arriva anche ai medici dell’ospedale di Nola, finiti al centro di una polemica sollevata a livello nazionale per la presenza di pazienti che, nei giorni scorsi, sono stati curati sul pavimento a causa dell’assenza di stanze e barelle, la solidarietà dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Salerno. In una nota ufficiale viene espressa, in particolar, “a tutti gli operatori sanitari impegnati a far fronte alla situazione di emergenza assistenziale in atto nella nostra provincia e in tutto il territorio regionale, di cui certamente quanto accaduto nel pronto soccorso di Nola ha rappresentato la condizione più critica e più difficile da accettare. Che si fosse in un periodo particolarmente “turbolento” e “caotico” , nel quale la convergenza di più problematiche sanitarie, quali l’influenza e le sue complicanze, la meningite, le diverse e gravi patologie collegate ad un inverno così raro da vedersi nei nostri territori, era possibile immaginarlo ma difficilmente nel modo e nella numerosità con le quali si sono manifestate, peraltro in un periodo festivo lungo e in una fase di totale rielaborazione della rete assistenziale regionale, da tempo carente di risorse umane e di adeguati modelli organizzativi”.

Di qui la difesa nei confronti del personale sanitario che era finito nel mirino del governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Alla luce di queste difficoltà – si legge ancora nella nota certamente non imputabili a chi opera in prima linea nell’assistenza al paziente, appare ingeneroso, ingiusto e non utile la esposizione mediatica di chi generosamente e instancabilmente cerca di porre riparo con il suo intervento a situazioni organizzative deficitarie, la cui origine è in carenze programmatorie e gestionali e non in cattive pratiche mediche. Pertanto dobbiamo considerare atti di generosità e di alto contenuto etico, interventi compiuti in contesti e situazioni magari non previsti nella corretta pratica assistenziale ma necessari per evitare situazioni ben più gravi e a rischio di vita per il paziente”.

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