"Clan di camorra" a Mercato San Severino: oltre 140 anni di carcere

Ventitrè le condanne, con diverse assoluzioni per alcuni degli stessi imputati. Sono le decisioni prese ieri mattina dal gup, presso il tribunale di Salerno, sulla maxi indagine legata all'esistenza di un'organizzazione criminale nella Valle dell'Irno

Quasi 142 anni di carcere, racchiusi in un totale di 23 condanne. Queste le decisioni prese ieri mattina dal gup, presso il tribunale di Salerno, sulla maxi indagine legata all'esistenza di un neo clan di camorra a Mercato San Severino. Le condanne maggiori riguardano quelli che sarebbero stati i due promotori dell'organizzazione criminale, il paganese Pietro Desiderio, condannato a 14 anni di reclusione e Michele Villani, condannato invece a 12 anni. Per il primo, vi è stata l'assoluzione per 26 capi d'accusa, mentre per Villani, di 5 contestazioni. Entrambi erano difesi dall'avvocato Enrico Bisogno. Nel collegio difensivo anche l'avvocato Giovanna Ventre

Le condanne

Ecco il resto delle decisioni del gup Ubaldo Perrotta, dopo il rito abbreviato: 7 anni per Pietro Attanasio; 3 anni e 8 mesi per Angela Bonazzola: 4 anni e 6 mesi per Gianluca Bonazzola; 5 anni e 6 mesi per Luigi Bove; 10 anni per Gianbattista Coppola; 6 anni per Luigi Coppola; 2 anni e 6 mesi per Antonio Desiderio; 6 anni per Sisto Ferrara; 8 anni per Alessandro Iannone; 4 anni e 6 mesi per Nicola Liguori; 5 anni per Francesco Mandile; 3 anni per Giuseppe Manuel Picarella; 4 anni per Andrea Luigi Pisciotta; 5 anni per Luigi Romano; 5 anni e 6 mesi per Alessio Ruggiero; 8 anni per Rosario Scifo; 6 anni per Vincenzo Senatore; 1 anno per Giovanna Spisto; 6 anni per Salvatore Torino; 6 anni e 6 mesi per Ettore Vicidomini e 10 anni per Biagio Villani. Contestualmente sono stati assolti dai rispettivi capi d'imputazione i seguenti imputati: Angela Bonazzola (4 capi d'accusa), Gianluca Bonazzola (5), Gianbattista Coppola (4), Luigi Coppola (1), Antonio Desiderio (1), Sisto Ferrara (1), Alessandro Iannone(4), Francesco Mandile (2), Giuseppe Manuel Picarella (1), Andrea Luigi Pisciotta (1), Rosario Scifo (2), Vincenzo Senatore (1), Giovanna Spista (1),Biagio Villani (1). Oltre sessanta erano i capì d'imputazione mossi dal sostituto procuratore della Dda, oltre che titolare dell'indagine, Giancarlo Russo 

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L'indagine

L’inchiesta ruotava intorno ad un sistema in grado di imporre estorsioni a titolari di cantieri edili, con tanto di minacce e intimidazioni. Diversi gli episodi messi insieme dai carabinieri su spaccio di droga, riscossione di crediti, imposizioni di assunzioni e lo sfruttamento di diverse ragazze in un giro di prostituzione a discapito di altre case d’appuntamento. In aggiunta, le accuse di associazione di stampo mafioso, detenzione di armi da guerra ed estorsione. A capo di questo gruppo criminale vi sarebbe stato il paganese Pietro Desiderio, alias "Pierino Maradona". Il blitz della Dda risale alla primavera del 2017. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto oltre 190 anni di carcere. L’indagine fu condotta dal nucleo nvestigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Mercato San Severino. Furono 33 le persone finite in manette. Nelle centinaia di pagine d'ordinanza, vi erano episodi di richieste estorsive ed atti intimidatori (incendi, pestaggi, esplosioni di colpi di arma e altro) posti in atto tra il 2014 e il 2016, ai danni di commercianti e imprenditori della zona. Fu accertato anche l’utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche Kalashnikov AK47, completo di due caricatori e del munizionamento, trovato e sequestrato il16 gennaio del 2015 in un fondo agricolo di uno degli indagati. Messo ai margini dal clan Fezza a Pagani, Pietro Desiderio si era trasferito nella Valle dell'Irno, pronto - secondo l'accusa - a gestire una nuova organizzazione criminale. Tra novanta giorni, saranno depositate le motivazioni del giudice.

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