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"Violentata e picchiata dal marito", ma era tutto falso: va a processo per calunnia

La sentenza di assoluzione per un giovane della Valle dell'Irno si è trasformata in un'accusa di calunnia per una donna, la moglie, ora attesa dal processo

Lo aveva denunciato per tre volte, con l'accusa di maltrattamenti, lesioni, minacce e poi di violenza sessuale. Quelle denunce gli valsero due misure cautelari: prima i domiciliari, poi il carcere. Ma era tutto falso. La sentenza di assoluzione per un giovane della Valle dell'Irno si è trasformata in un'accusa di calunnia per una donna, la moglie, ora attesa dal processo.

La storia

L’imputata aveva denunciato negli anni passati, prima nel 2013 e poi nel 2018, l'uomo. Eppure, era conosapevole fosse innocente. Ai militari raccontò che il marito l'avrebbe più volte aggredita e ferita, minacciata d morte ed estorto soldi. Le imputazioni messe insieme dalla procura di Nocera Inferiore contestarono all’imputato - dietro denunce della moglie - i tentativi di estorcere soldi alla donna anche per comprarsi sostanze stupefacenti. Oltre a dei rapporti di natura sessuale consumati contro la sua volontà. Una serie di accuse dalle quali l’uomo si era dovuto poi difendere, in un pubblico processo. Il tribunale aveva ascoltato anche la testimonianza della giovane, sulla quale però non era stato trovato alcun riscontro. Dichiarando che la vittima presunta avesse detto il falso. Circostanza che le è valsa ora un procedimento con l’accusa di calunnia, così come deciso al termine dell’udienza preliminare.

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