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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Agropoli

Pirateria online, chiusi cinque siti gestiti da un hacker di Agropoli

Gli uomini della guardia di finanza hanno oscurato un network, gestito da un hacker di Agropoli, dal quale si potevano scaricare più di 30mila opere protette da copyright: musica, videogiochi, libri, film, porno

Un vero e proprio mercato pirata online è stato oscurato dagli uomini della guardia di finanza di Agropoli, coordinati dalla procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Le fiamme gialle hanno eseguito una perquisizione nei confronti di P.G., 49 anni, originario di Napoli e residente ad Agropoli, noto in rete con il nick name "Tex Willer", sequestrando cinque siti web tutti appartenenti allo stesso network "illegale" denominato Italianshare, descrito dalle fiamme gialle come un vero e proprio supermarket della pirateria, tra i più diffusi in Italia. Numeri notevoli per il network, che contava 136mila utenti iscritti e disponeva di oltre 31mila opere coperte da copyright ed illecitamente, riferiscono i finanzieri, messe in condivisione in rete. Questi i siti del gruppo:

-    www.ITALIANSHARE.net;
-    MUSICSHARE.ITALIANNETWORK.net;
-    FILMSHARE.ITALIANNETWORK.net;
-    UWP.ITALIANNETWORK.net;
-    www.ITALIANSEXY.net

I siti in questione, si legge in un comunicato stampa emesso dal comando provinciale guardia di finanza di Salerno, offrivano ai propri utenti la possibilità di utilizzare links dai quali scaricare il materiale di interesse (prodotti cinematografici, libri, serie TV, videogiochi, cartoni animati, riviste, programmi, musica e porno).

I siti appartenenti al network Italianshare si presentavano, spiegano gli inquirenti, come forum finalizzati alla raccolta, indicizzazione e diffusione di materiale tutelato, mediante diverse modalità che andavano dal download classico (link ai cyberlockers) alla fruizione in streaming di palinsesti e/o contenuti cinematografici/musicali, sino alla condivisione di collegamenti utili alle note piattaforme di p2p come “Torrent” ( file .torrent) e “eMule” (link ED2K). Si è trattato quindi della prima piattaforma P2P multiprocollo sottoposta a sequestro in Italia.

Le fiamme gialle hanno appurato che non solo il network metteva a disposizione oltre 30mila opere coperte da copyright, ma che utilizzava forme di approviggionamento, a conferma dello scopo di lucro "sotteso alle attività illecite". Forme di approviggionamento collegate alla raccolta pubblicitaria mediante pubblicazione di banner sulle pagine che compongono i siti del network, alla richiesta di donazioni agli utenti iscritti, incassate attraverso carte Poste Pay e conti sul circuito estero Pay Pal, intestati ad ignari prestanome, alla pratica di download streaming dalle piattaforme di cyberlocking.

L’analisi del contenuto dei siti eseguita il giorno prima del sequestro, riferiscono le fiamme gialle, ha permesso di constatare che tra le opere illecitamente messe in condivisione c’erano addirittura i “pre-release”, tra cui videogiochi non ancora posti in commercio e le tracce di un cd inedito di una famosa cantante italiana pubblicato di recente e quindi già disponibile in rete in versione pirata. I dati statistici on line evidenziavano un trend di accessi consistenti nell’ultimo anno: in media circa 550mila accessi ogni mese, da parte di utenti quasi esclusivamente italiani (circa il 97%).

Tre le persone denunciate, mentre il materiale informatico utilizzato per la gestione dei siti, unitamente ai siti stessi, è stato sequestrato. Il servizio è svolto con l’ausilio tecnico di F.P.M. (Federazione contro la Pirateria Musicale), A.E.S.V.I. (Associazione Editori Software Videoludici Italiani) e F.A.P.A.V. (Federazione antipirateria audiovisiva) di Milano.

Le indagini hanno permesso di identificare la mente e gestore del network. Non si è trattato di un adolescente esperto di informatica con la passione per la pirateria ma di un adulto, dotato di spiccate conoscenze tecniche e di una significativa organizzazione finanziaria - spiegano i finanzieri - che ha utilizzato l’identità fasulla di una cittadina extra-comunitaria per ottenere da una società di “hosting” e “housing” di Las Vegas (U.S.A.) gli spazi sui server su cui archiviare i database dei siti web appartenenti al network.

La mente di Italianshare si era garantita l’anonimato nascondendosi dietro il nickname Tex Willer, superato grazie al tracciamento delle movimentazioni finanziarie derivanti dall’incasso delle provvigioni connesse alla pubblicazione dei banner sui siti del network, nonché delle donazioni effettuate dagli utenti per consentire agli amministratori del network il suo sviluppo.

Le indagini, ancora in corso, sono adesso rivolte alla quantificazione dei proventi illeciti derivanti dalla gestione di Italianshare, ovviamente sottratti a tassazione, nonché all’identificazione di tutti i soggetti che hanno partecipato alla gestione del network illegale, passibili di severe sanzioni di carattere penale. Le perizie tecniche sul materiale in sequestro forniranno inoltre precisi elementi in relazione alle responsabilità di coloro che hanno messo illecitamente in condivisione sul web le decine di migliaia di opere tutelate dal diritto d’autore.

 

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