Politica

Elezioni ad Eboli, Rifondazione Comunista contro il Pd: "Cambiano le facce pur di salire alla ribalta"

I democratici scaricano Damiano Capaccio e sostengono la candidatura a sindaco di Tonino Cuomo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Quanto accaduto nelle ultime ore a Eboli ha dell’imbarazzante, pur essendo prevedibile. Il Partito Democratico, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, scarica la coalizione di Damiano Capaccio per schierarsi con Cuomo. Lo fa attraverso un comunicato che sembra più un goffo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, palesando il cammino (“mai del tutto interrotto!”) con Cuomo (e con l’irriducibile Martino Melchionda) seguendo i dettami di quanto stabilito nelle stanze salernitane dai De Luca e dai pochi altri del “cerchio magico”. Non ci ha mai convinti questa strada, questa “corsa al PD” voluta da parte della coalizione in cui abbiamo concorso alle scorse elezioni, nel segno della discontinuità con l’amministrazione precedente, tanto da aver abbandonato il progetto appena si è palesato questo intento. Il motivo della non- convinzione vede più ragioni, che si sono sommate al nostro spirito già fortemente critico nei confronti del Partito Democratico: in primo luogo, per quanto riguarda Eboli, il PD rappresenta la continuità con Massimo Cariello, per cui non potevano esserci (e non ci sono) i presupposti per lavorare insieme; in secondo luogo, non abbiamo mai creduto al “passo indietro” di Luca Sgroia nei confronti di Damiano Capaccio, “per il bene del centro sinistra”, per cui è stato tanto apprezzato. Non si può aggregare sotto un progetto politico chi compete per un disegno che di politico ha ben poco e che persegue una logica personalistica, retta da interessi che non sono quelli della comunità ebolitana. Questo modo di fare è aberrante, e lo diciamo a gran voce. Che credibilità credono di poter avere? Quante facce riescono a cambiare pur di salire sempre alla ribalta, pur di perseguire i propri vantaggi? Noi crediamo che questo episodio abbia reso definitivamente chiaro agli elettori ed ai papabili affiliati di che pasta sono fatti “i democratici”. Abbiamo fiducia del fatto che restano tante energie positive tra le forze progressiste, comuniste e socialiste, dislocate tra i differenti candidati a sindaco e le molteplici liste, così come fuori dal contesto elettorale. Il nostro auspicio è tornare ad interloquire con queste, per un ampio fronte che abbia davvero a cuore una costruzione comune di alternativa, ogni oltre prerogativa personalistica, ogni oltre settarismo, ogni oltre tossico meccanismo che negli ultimi anni ha reso possibile quanto sta avvenendo. 

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