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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Calcio

Salernitana travolta dall'Inter, la voce dei tifosi: "Squadra assente, ci resta il Monza per sperare"

I numeri di fine gara, compresa la rinuncia ai minuti di recupero da parte dell'arbitro, certificano la schiacciante superiorità dei nerazzurri. Liverani ha riproposto la squadra di Inzaghi, il modulo di Pippo e le stesse fragilità

Una squadra che si consegna è destinata a fare poca strada. Travolta dalle proprie fragilità, la Salernitana si è fatta prendere a pallonate dall'Inter, che dopo pochi minuti di gioco aveva già colpito palo e traversa, prologo alla goleada. Nessun segnale di ripresa, solo tanta confusione, mista a paura e rassegnazione. Liverani a fine partita ha fatto un po' come Jovanotti: "Chi vuol restare fuori, resti fuori: entrino in campo i giocatori". Ha chiesto fame, perché la settimana di pochi allenamenti gli ha restiuito una squadra stranamente sazia, assopita, in balia degli eventi. La mentalità, però, deve trasferirla lui. L'allenatore al debutto aveva esordito in conferenza animato da buoni propositi: equilibrio in campo, riempire l'area di rigore, mostrare aggressività. Non è mai accaduto: Basic ombra di se stesso, Pasalidis disastroso, Maggiore costretto a fare lo stopper, Boateng sostituito per infortunio, Dia solo e annoiato, al punto da non riuscire neppure ad alzare la mano per ricambiare il saluto di Liverani, quando è stato rimpiazzato. Coulibaly ha scelto di imboccare direttamente la strada degli spogliatoi senza dare la mano a Legowski che entrava in campo. 

La cronaca di una disfatta

La voce dei tifosi

I tifosi sono amareggiati, pure giustamente arrabbiati: ce n'erano 1600 nel settore ospiti, diverse centinaia hanno occupato altri settori dello stadio e in centinaia hanno seguito la partita da casa. Mimmo Rinaldi sbotta: "Preferisco non assistere alle altre 13 partite. Ecco... accade anche questo, quando finalmente metti a fuoco che è meglio finirla con questo strazio. Mister Liverani si è presentato direi non bene ma benissimo... Dopo che i suoi due predecessori erano stati cacciati per aver giocato con il  modulo 3-4-2-1 con Dia prima punta, lui decide di fare meglio schierandosi alla stessa maniera con Maggiore centrale di difesa. Ne sono usciti numeri vergognosi. Penosi. Ma la squadra ci deve ancora credere e lottare: non per la categoria già abbondantemente andata, ma per la dignità, per la maglia, per la città. I calciatori rappresentano in maniera pessima la città, un comune, una provincia (la più estesa d'Italia).In questo momento, come accade da tanto tempo, ci cade letame in testa. Abbiamo spalle larghe e siamo abituati ormai con circa  200 gol subiti in tre anni. È un miracolo ancora parlare di questa Serie A". Ciro Troise: "Ho spento la tv sul 2-0. Il mio incrollabile ottimista sta cominciando a vacillare. Abbiamo sfiorato il cleansheet nel secondo tempo, peccato". Il commento di Mario De Rogatis: "Che tristezza, che umiliazione! Un calvario senza fine. Non mi attendevo una vittoria a Milano, ma ancor meno una resa incondizionata di queste proporzioni. Una mancanza di professionalità, acuita dai gesti di Dia e Coulibaly al momento delle sostituzioni. Ormai diventa sarcastico fare un commento tecnico sulle prestazioni singole o corali, dal momento che non siamo una squadra. È incomprensibile, ma la cosa che lascia perplessi è che non si intravedono soluzioni di sorte. La speranza è che il mister dia una sterzata nell'aspetto motivazionale, se fossi in lui punterei sulla grinta di Weissman, un piccolo barlume di luce nel buio pesto e tenebroso in cui siamo piombati". Paolo Toscano: "Indegni, nel senso di prestazione indecorosa: non c’è altro da aggiungere! Liverani in tre giorni è stato capace di fare peggio di Inzaghi. Non si può scendere in campo con questo atteggiamento. Nessuno ha meritato di indossare la maglia granata e rappresentare la nostra città". 

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