Cronaca

Operazione "Delizia", 56 arresti tra Napoli e Salerno: la droga viaggiava in ambulanza

Tra i principali stabili fornitori, sono stati individuati personaggi interni o contigui al clan Gionta di Torre Annunziata. Sequestrate anche armi. Il giro d'affari è stimato in 5 milioni di euro

Una ramificata rete di smercio di droga, costituita da acquirenti all’ingrosso - alcuni dei quali gestori di autonome piazze di spaccio in altri Comuni - da spacciatori di Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni, Maiori e Battipaglia, è stata sgominata dai carabinieri del Comando Provinciale di Salerno con il supporto del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo Cinofili di Sarno, Napoli e Cosenza. Il blitz, denominato operazione Delizia, dal nome dell’attività commerciale, “delicious”, di proprietà del capo promotore del sodalizio e della moglie, vera e propria base logistica per le condotte criminose, è stato eseguito dopo il provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, e ha permesso di arrestare 56 persone, 35 delle quali in carcere, le altre ai domiciliari. Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine. La droga viaggiava anche in ambulanza: tra i sodali c'era un autista professionale, che trasportava droga e ammalati nello stesso tempo.

Sequestri e giro d'affari

Sono state effettuate perquisizioni personali e locali e conseguenti sequestri di sostanze stupefacenti per oltre 5 chili di cocaina e oltre 3 chili di hashish con contestuale arresto in flagranza del reato di 15 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In aggiunta, sono stati effettuati numerosi sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e segnalazioni alla Prefettura di Salerno. Il giro d'affari annuale è stimato in 5 milioni di euro.

Le indagini

Il sodalizio disponeva di molti canali di rifornimento riconducibili a qualificati contesti criminali di matrice camorristica radicati a Pagani e nella provincia di Napoli. Tra i principali stabili fornitori, sono stati individuati personaggi interni o contigui al clan Gionta di Torre Annunziata. Sono stati impegnati oltre 350 carabinieri supportati da elicotteri, unità cinofile e squadre dell’organizzazione mobile e si è svolta nelle province di Salerno e Napoli. Tutto è cominciato a settembre 2020, dopo le indagini  della Tenenza carabinieri di Pagani (supportata dal Reparto Territoriale di Nocera Inferiore) nei confronti di un’organizzazione dedita al commercio, all’ingrosso e al dettaglio, di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, crack e hashish) sia nei comuni dell’Agro nocerino sarnese, che in numerosi altri comuni dalla provincia tra cui Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, le attività di osservazione video, ma anche l'analisi di tabulati telefonici, servizi di pedinamento, acquisizione di atti ed accertamenti vari hanno permesso di scoprire la presenza frequente di noti assuntori di sostanze stupefacenti, tutti diretti verso l’abitazione di Giacomo De Risi, già agli arresti domiciliari per reati specifici. Ulteriori approfondimenti hanno permesso di scoprire l’esistenza di una strutturata organizzazione, promossa e diretta da De Risi. I canali di rifornimento erano riconducibili a qualificati contesti criminali di matrice camorristica radicati rispettivamente a Pagani e nella provincia di Napoli. Tra i principali fornitori, persone appartenenti o legate alla famiglia Gionta di Torre Annunziata, e in particolare Valentino Gionta, nato nel 1983 (nipote dell’omonimo Valentino, nato nel 1953, storica figura apicale del clan), suoi sodali Nicola Fiore, alias “O’ Pallin”, paganese di elevato spessore criminale con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e stupefacenti, già affiliato al disciolto clan Contaldo, sodalizio autoctono collegato alla “Nuova Famiglia” e altri paganesi legati da rappoti di frequentazione con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata locale o in rapporti di parentela. Si tratta di Giuseppe D'Auria, nipote del noto Giuseppe Olivieri detto “Peppe Saccone”, quest’ultimo figura di grande rilievo della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80 e referente areale della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato camorristico il 25 giugno 1990. L'organizzazione alimentava una rete di smercio costituita da acquirenti all’ingrosso (alcuni dei quali gestori di autonome piazze di spaccio in altri Comuni), spacciatori operanti localmente o in altri Comuni del comprensorio (Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni) o in aree diverse della provincia (Maiori, Battipaglia). I sodali adottavano eccezionali precauzioni sia nel modo di agire che di comnunicare tra loro: mai conversazioni telefoniche ma trasmissioni criptate. Tra gli espedienti più curiosi, c'era il continuo ricordo all’uso dell’ambulanza come mezzo sicuro per effettuare i trasporti di droga per conto del sodalizio. Uno degli appartenenti all’organizzazione, infatti, era un autista professionale (oggi agli arresti domiciliari) e veniva utilizzato come corriere, recandosi ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche gli ignari ammalati (in un caso persona dializzata), effettivamente bisognosi di assistenza.

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