Fonderie Pisano, "controlli della qualità dell'aria": il Comitato "Salute e Vita" scrive a Regione e Procura

Il Comitato esprime delusione e disappunto per le modalità con cui l’ARPAC sta eseguendo l’attività di monitoraggio della qualità dell’aria nella zona di Fratte

"Esaminando tali dati emergono delle negligenze che si fa fatica a non inquadrare in un disegno più ampio a regia della Regione Campania a sostegno della prosecuzione delle attività della Fonderia Pisano e di fatto a danno della Salute della popolazione". Lo scrivono in una lettera inviata a tutti gli organi preposti il Comitato e l'associazione "Salute e Vita" presieduto da Lorenzo Forte. Viene segnalato che entrambe le centraline di campionamento dell’aria presenti a Fratte sono state depotenziate proprio dopo che la stessa ARPAC definiva “esiziali”, ovvero mortali, le conseguenze dell’impatto della fonderia sulla salute della popolazione,e sulla base di tali rilevazioni assolutamente incomplete si è arrivati a una nuova Conferenza dei Servizi che ha visto la Regione Campania rinnovare l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Le centraline

Nel documento, viene denunciato che le centraline acquisiscono da più tempo solo parzialmente i dati, cioè solo alcuni inquinanti presenti in atmosfera.La centralina di via Conti dalla fine del 2018 non acquisisce i dati relativi alle PM10, e anche quelli relativi alle PM2.5 non sono sempre presenti sul sito ARPAC. Nella tabella riepilogativa sulle medie e gli sforamenti annuali non sono disponibili - si legge -  né i dati sui giorni di superamento che quelli della media annua relativi alle PM10. Si rileva inoltre la mancanza dei dati sulle ore di superamento soglia del monossido di Carbonio(CO, altamente tossico, ma assolutamente privo di odore e colore), mentre spicca lo sforamento del biossido di Azoto (NO2) su media annua. Relativamente ai rilievi sul CO, ricordiamo come nel 2016 nell’ambito dei rilievi della TASK FORCE ARPAC i campionamenti delle emissioni dal camino E1 dello  stabilimento durante il  processo  di  fusione (Regione  Campania  Prot.  N°2016.0332233  del 16/05/2016) dimostrarono come i valori di COnon solo superavano di oltre 10 volte quanto previsto dalla normativa, ma erano addirittura superiori al range massimo di misura della strumentazione in dotazione all’ARPAC, al punto che nella relazione si legge che “l’entità dei  valori di CO, riscontrati nel corso del campionamenti del 12.4.2016 e 19.4.2016, notevolmente eccedenti i limiti  previsto  e  caratterizzati  da  numerosi  “over  range” costituiscono, come  suggerito dal Dott. Fabio Pescatore Responsabile Tecnico della STA (fornitrice Horiba), un potenziale pericolo per gli operatori e una minaccia per l’integrità della strumentazione”.

La centralina in via Conti

Per quanto riguarda i superamenti delle soglie di biossido di Azoto su media annuale rilevati dalla centralina di via Conti, come già fatto presente all’amministrazione comunale di Salerno nell’Agosto 2019, questi evidenziano un inquinamento da NO2 radicato e strutturale che non stupisce in quanto sull’area di Fratte insiste un vetusto impianto di seconda fusione e perchè, come si legge sul sito dell’ARPAT, “Il biossido di azoto è un inquinante principale che si forma nei processi di combustione”.

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Nel caso della centralina mobile, ubicata in prossimità della fonderia, il monitoraggio delle PM2.5 è fermo al 2019. Si fa notare che peraltro per questa centralina non sono disponibili i dati “raw” orari, come per le altre centraline mobili dislocate in Campania, ma soltanto i dati già elaborati dall’Ente, rendendo impossibile mettere in diretta correlazione eventuali sforamenti delle soglie con il ciclo produttivo della Pisano. 


Eppure, come si legge nella sentenza del TAR del Novembre 2018, la stessa Agenzia Regionale nella sua relazione del 4 ottobre 2018 (prot. n. 56660) affermava la sussistenza di pericolo di danno all'ambiente per la violazione parzialedelle BAT nn. 2, 4, 7, 11, 14, 23, 27 e 34, ma con particolare riferimento alla BATn. 27, e alla salute dei dipendenti e delle “popolazioni viciniori” per la violazionedelle BAT nn. 7 e 34; che la mancata applicazione della BAT n. 7 (ossia, “insufficiente captazione dell’aria esaustaall’interno dei luoghi di lavoro”) “influisce in modo esiziale (“mortale” o “pregiudica irrimediabilmente la salute”) sulla salute degli stessi [cioè dei lavoratori]”; e comporta “un probabile nocumento sulla salute delle popolazioni viciniori”. Visti gli esiti dei sopralluoghi e dei rilievi cui si riferisce tale relazione dell’ARPAC ci si sarebbe aspettato che l’Ente vigilasse con ancora maggiore attenzione ed eseguisse campionamenti ancora più puntali per poter monitorare l’impatto della Fonderia sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Tuttavia ancora una volta questo non è avvenuto. Si ricorda con amarezza che 5 funzionari e 3  dirigenti  dell’ARPAC di  Salerno sono stati rinviati a giudizio e si sta svolgendo il processo per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico per aver alterato i dati delle ispezioni svolte all’interno della Fonderia Pisano.

Il sollecito alla Regione

Il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita” auspicano in primis che la Regione Campania emani nuovamente e al più presto un nuovo provvedimento di sospensione che non lasci spazio ad alcuna ambiguità e che politica e istituzioni si adoperino per chiudere il mostro di Fratte e prendano in carico i lavoratori. Nelle prossime settimane continueremo a rendere pubbliche una serie di gravi omissioni la cui responsabilità è in capo soprattutto alla Regione Campania,  in primisil Presidente De Luca e il Vicepresidente e Assessore all’Ambiente Bonavitacola. Il comitato annucnia che "fin da ora che qualora i nostri sospetti dovessero essere confermati sulla base della documentazione di cui abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti,  procederemo a depositare denuncia querela alla Procura della Repubblica  nei confronti della Regione Campania"

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