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Foto di Guglielmo Gambardella

Foto di Guglielmo Gambardella

Crisi granata, la voce dei tifosi: "Liberate la Salernitana e togliete il disturbo"

La sconfitta con il Livorno peggiora la situazione di classifica e soprattutto rende ancora più tesi i rapporti con la torcida. Sotto accusa tutti: i co-patron, la dirigenza, l'allenatore e la squadra

La sconfitta con il Livorno - la terza consecutiva, la quarta in cinque partite - peggiora la situazione di classifica della Salernitana e soprattutto rende ancora più tesi i rapporti con i tifosi che in Toscana hanno cantato a più riprese "Liberate la Salernitana" e che adesso si interrogano sul futuro. Sotto accusa tutti: i co-patron Lotito e Mezzaroma, la dirigenza e il direttore sportivo Fabiani, l'allenatore Gregucci e la squadra.

Le reazioni

Ecco il commento di Fabio Fruggiero: "Tanta confusione. Assenza di un qualche minimo schema di gioco. Squadra disorientata, demotivata, come se il calcio e la Salernitana fossero un lavoro come tanti: da rispettare con il minimo sforzo, senza alcuna forma di straordinario impegno e attaccamento ai colori. L’effetto Lotito è questo e si vede". Michele Di Martino lancia una provocazione: "Ennesima delusione: la Salernitana è partita male e ha continuato peggio. Finisce la partita, ennesima sconfitta e società in silenzio stampa. Si parla di cambio di allenatore: convinceremo Conte a venire a Salerno?". Mimmo Rinaldi: "La confusione regna sovrana sia in campo che fuori . Siamo alla resa dei conti. Alcune sedie scricchiolano. Forse non meritavamo di perdere ma la domanda nasce spontanea: chi deve segnare e chi la butta in porta? L'unica cosa certa è il veleno, inteso come delusioni, mortificazioni che questa società ci sta somministrando di partita in partita. Se esonero deve essere, mi auguro solo che non arrivi Aglietti altrimenti è retrocessione al 100%: è il mister più soporifero e esonerato del mondo". Antonio Positano assolve la squadra e sposta l'obiettivo su altri contesti: "La squadra ha dato tutto quello che poteva. I calciatori sono i meno colpevoli. Paghiamo i disastri di chi invece di agire spende il proprio tempo a parlare male della nostra città. Spesso ci ricorda da dove siamo partiti... ognuno di noi ha un passato. Noi del nostro siamo orgogliosi e non permetteremo a nessuno di infangarcelo. Forza Salerno, forza Salernitana: liberatela!". Mario De Rogatis è quasi rassegnato: "L'unico commento che si dovrebbe fare in queste circostanze sarebbe quello di non commentare. Non si riesce proprio ad uscire dal recinto di un'assoluta mediocrità, sembra che i calciatori manchino nei fondamentali, la manovra è sterile e prevedibile e la capacità di inquadrare la porta dai nostri attaccanti è pari allo zero. La società ha scelto i più scarsi sulla piazza. Ma la cosa più triste è che abbiamo una squadra senz'anima che non onora la maglia. Purtroppo la zona retrocessione è sempre più vicina". Giuseppe Spina: "La partita dai due volti: un primo tempo regalato, una squadra disunita con alcuni giocatori non reattivi. Il secondo tempo più vivace con un forcing finale dettato dalla disperazione, con alcune occasioni che sfortunatamente e per la poca precisione non ci hanno permesso di realizzare il gol per un meritato pareggio. Comunque sia l'amarezza maggiore è stata quella di vedere due giocatori quasi 40enni del Livorno correre e combattere su ogni pallone fino al 95' a dispetto di alcune "comparse", vedi anche chi è subentrato per noi senza mordente e tenacia". Laconico Paolo Toscano: "Ormai non mi innervosisco nemmeno". Infuriato Francesco Liguori: "Sono disgustato. Ce l'ho fatta a vedere solo il primo tempo. Poi deluso e amareggiato, ho spento la tv". Ciro Troise: "Squadra costruita senza criterio. Attaccanti scarsi, uomini di classe rotti, mercato di gennaio ridicolo, triennali a volontà. Speriamo di salvarci. Menichini porterebbe un po' di tranquillità e soprattutto costringerebbe il ds ad andare via".

Altre reazioni

Tanti commenti anche sulla pagina fb di Salernotoday. C'è chi invoca il ritorno di Colantuono, altri riflettono "sull'unica colpa di Gregucci, quella di aver accettato l'incarico". Si riflette anche sulle difficoltà della squadra e sulle sue carenze. E Daniele Di Marco aggiunge: "Inutile nascondere che la classifica si stia facendo davvero preoccupante. Ancora nulla è compromesso, secondo me abbiamo tutto per uscire da questa situazione. La diserzione per me non aiuterà, dobbiamo stare vicino alla squadra. Restiamo uniti".


 

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