Coronavirus: non basta restare a casa, appello a De Luca per bloccare l'esodo dal Nord e per tutelare i sanitari

Dalle testimonianze di medici impegnati nei controlli e dall'appello degli infermieri, emerge l'urgenza di completare le misure di prevenzione, contenendo e monitorando gli arrivi dal Nord e fornendo i dispositivi di sicurezza al personale sanitario

E' diventata virale, l'esperienza diretta condivisa su Facebook dal dottor Massimo Manzi che ha preso parte ai controlli, domenica, alla stazione, sui passeggeri provenienti dal Nord. Il medico salernitano, in un lungo post, ha espresso tutta la sua preoccupazione in merito alla diffusione del contagio da Coronavirus, considerando l'arrivo sistematico di nuovi potenziali cittadini positivi, sui quali diventa complesso, se non impossibile, assicurare un efficace monitoraggio. Lo sa bene anche il responsabile dell'Emergenza Coronavirus della Protezione Civile di Salerno, Mario Sposito, il quale, in un'intervista concessa alla nostra testata, ha rilanciato l'appello a tutti di autodenunciarsi in caso di rientro dal Nord, in modo da rendere possibile l'attivazione della procedura precauzionale necessaria a tutelare la propria e l'altrui salute. Tuttavia, lo stesso Sposito ha confessato la sua sensazione personale circa l'irresponsabilità di alcune persone che preferiscono non segnalare i loro viaggi, mettendo a rischio sè e tutti.

La testimonianza del dottor Manzi:

Ultime dal fronte: vi assicuro che quello a cui ho partecipato in prima persona è un fatto che fa inorridire: ieri in servizio presso la stazione ferroviaria di Salerno per controllare i passeggeri in arrivo ed in partenza a/da Salerno siamo chiamati , insieme all'encomiabile personale de "La solidarietà " di Fisciano, al controllo dei passeggeri in arrivo con l'Intercity Roma- Reggio Calabria, quindi trattavasi di treno in transito. Orbene, giunti sul binario allineamo i passeggeri per il controllo, ripeto solo quelli in discesa e mentre procedevamo alla rilevazione della temperatura corporea , comincio a sentire colpi di tosse provenire dai vagoni a porte aperte. Insospettito chiedo ai volontari di controllare , a random, la temperatura di alcuni passeggeri ancora sul treno e,quindi, solo in transito. Per non tediarvi vi dico che dopo 1,15 di controlli a tappeto su tutti i passeggeri, compreso il personale di Trenitalia, individuiamo 9 persone con temperature comprese tra 38,5 e 37,5. Con l'aiuto del personale Polfer, sempre al nostro fianco, segnaliamo i nominativi alle stazioni di arrivo e li invitiamo alla quarantena presso il proprio domicilio. Ora dico, si può consentire a persone in questo stato di salute, potenzialmente infetti, di arrivare a Saletno, quindi quasi a metà viaggio, ed essere controllati per puro caso?

Perché a Roma non si è provveduto a "screenare" questi pazienti e ad invitarli a non salire su quel treno? La popolazione si sta sacrificando a limitazioni indicibili e poi qualcuno, nello scrivere i provvedimenti, non si rende che la semplice limitazione delle tratte dei treni non è sufficiente ma, addirittura, potrebbe essere controproducente? Dove saranno i passeggeri che da Roma sono poi scesi dal treno nelle fermate intermedie ( ad esempio a Napoli), quelli individuati a Salerno saranno realmente in quarantena o continueranno a frequentare, anche una volta al giorno i supermercati della loro città di arrivo? Signori perdonate lo sfogo ma così la guerra non si vince! Alla prossima ma ricordatevi che #andratuttobene

Di qualche giorno fa, intanto, l'appello di un nutrito gruppo di lettori al Governatore Vincenzo De Luca affinchè chiedesse alle autorità preposte lo stop della fermata dei treni provenienti dal Nord in Campania, salvo per gravi motivi sanitari. I cittadini, infatti, avvertono di trovarsi di fronte ad un'emergenza non completamente ben gestita, dal momento che, nonostante i loro sforzi per il rispetto delle ordinanze per il contenimento del Coronavirus, restando a casa, c'è chi, irresponsabilmente, continua ad approdare in città provenendo dalle zone a rischio, senza autodenunciarsi e, quindi, ponendosi da potenziale pericoloso vettore del Covid19.

Il fronte ospedali

Altra grave falla del sistema di controllo, certamente, i carenti equipaggiamenti di sicurezza anti-contagio e la mancante formazione sul tema per i sanitari negli ospedali che, come è noto, possono essere luoghi di esposizione senza le giuste precauzioni, come ricordato anche dal dottor Mario Polichetti del Ruggi. "Se i medici e il personale sanitario non ricevono direttive e indicazioni specifiche da adottare in caso di emergenza, restano disorientati e possono mettere a rischio la propria e l'altrui salute", ha osservato il noto ginecologo ieri. E giunge anche l'appello del presidente del Coordinamento regionale degli Infermieri, Ciro Carbone, e i presidenti degli Ordini provinciali  che chiedono di rimediare alla mancanza di dispositivi di protezione individuali, rivolgendosi al presidente Vincenzo De Luca:

Egregio Governatore De Luca,

siamo i presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche della Campania e, con la presente, LE scriviamo a nome dei 42.000 infermieri e infermieri pediatrici della regione CAMPANIA, che tra ospedale e territorio sono in prima linea contro questo “nemico invisibile” chiamato CORONAVIRUS.

Sono sempre quelli che operano in prima linea a farne le spese e così, ancora una volta, gli infermieri lamentano l’assenza di qualsiasi tutela, a cominciare dalla quella dei necessari DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. Nelle ultime ore tantissimi infermieri ci stanno contattando, lamentandone la mancanza.

                                                             NON C’È PIÙ TEMPO    

Caro Governatore, in questa difficilissima situazione ci sentiamo di affermare che gli INFERMIERI e gli INFERMIERI PEDIATRICI, come tutti gli altri professionisti sanitari, NON DEVONO, e NON POSSONO essere lasciati soli. Essi stanno dando l’ennesima prova di grandissimo senso di responsabilità, ricevendo unanime riconoscimento di attaccamento alla professione.

POSSIAMO SCONFIGGERE IL CORONAVIRUS, DOBBIAMO!!!
CE LA FAREMO, ma con le GIUSTE PROTEZIONI.
CHIEDIAMO AD ALTA VOCE GLI INDISPENSABILI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE.

Insomma, se è vero che è necessario il monitoraggio del rispetto delle ordinanze regionali e dei decreti ministeriali da parte dei cittadini, in questa delicata emergenza sanitaria, risulta altrettanto vero che urge completare le misure di prevenzione, contenendo e monitorando gli arrivi dal Nord e fornendo i dispositivi di sicurezza a tutto il personale sanitario. Appare chiaro, infatti, come il Covid19 non vada arginato solo all'interno dei territori, ma anche e soprattutto al di fuori di essi e negli ospedali. L'auspicio è che le istituzioni possano ascoltare l'urlo dei cittadini che concludono:

Da un lato gli ospedali vanno attrezzati ad hoc e dall'altro i treni vanno bloccati, altrimenti noi "presunti sani" restiamo chiusi in casa, ma i potenziali vettori del Coronavirus continuano ad approdare in città scendendo da treni e bus o a circolare nei nosocomi, mettendo a rischio tutti e vanificando gli sforzi di chi rispetta le norme.
 

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