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Martedì, 21 Maggio 2024
Calcio

Da Sabatini a Meluso: comincia il valzer dei direttori sportivi granata

A fine stagione, la Salernitana si separerà con tutta probabilità dall'attuale uomo mercato. Quello in carica a Napoli, invece, lo sarà ancora per qualche settimana. L'arrivo di Manna libera Meluso, presente venerdì sera contro il Sassuolo allo stadio Arechi

La girandola di cariche e poltrone è appena cominciata e la Salernitana, ormai virtualmente in Serie B da due mesi, sa che per avviare un progetto sportivo ci sia innanzitutto bisogno di designare l'uomo mercato. Con tutta probabilità, Walter Sabatini a fine stagione si congederà dal club granata. La proprietà non ha mai fatto mistero che da lui si aspettava molto di più: non solo e non tanto in termini di presenza in città, in ragione degli infortuni del dg e soprattutto della sua richiesta in tempi non sospetti di essere affiancato anche da un braccio operativo come Kolarov, quanto sotto il profilo dei colpi di genio e dei guizzi di mercato. Sono arrivati Vignato, Gomis, Weissman: risultati sotto gli occhi di tutti, pure sotto il profilo del minutaggio. Sono arrivati Manolas, Boateng, Zanoli: evidenti i risultati pure in questo caso, tra acciacchi e interpretazione del ruolo. Dunque con tutta probabilità sarà addio da Sabatini a fine stagione. 

Lo scenario

Venerdì scorso allo stadio Arechi, in occasione della partita Salernitana-Sassuolo, hanno fatto capolino Maurizio Micheli, responsabile dell'area scouting del Napoli, e Mauro Meluso. Quest'ultimo è l'attuale direttore sportivo del Napoli, ma l'arrivo in azzurro di Manna, che il patron De Laurentis ha strappato alla Juventus, chiarisce le intenzioni del patron della Filmauro sulla necessità di portare aria nuovo anche in seno alla conduzione del calciomercato. Insomma l'avventura di Meluso a Napoli è agli sgoccioli. Quale sarà la sua prossima destinazione? Il valzer dei direttori sportivi è appena cominciato e non è escluso che proprio Meluso - scrive il quotidiano Il Mattino oggi in edicola - possa trasferirsi a Salerno. Con Colantuono ha già lavorato. Con un Sabatini si è incrociato a Padova: non era Walter ma Carlo, suo fratello, ed entrambi furono esonerati nel 2009, ai primordi della carriera di Meluso. Ma soprattutto il dirigente cosentino conosce l'ambiente granata che ha anche frequentato da calciatore. Ha giocato allo stadio Vestuti ed era compagno di squadra di De Vitis e Tappi. Da diesse, pure lui come Sabatini un giorno scelse Liverani: centrò la promozione dalla C alla B. Fa il doppio salto: promozione dalla B alla A ingaggiando La Mantia, Falco e Petriccione. Retrocede in A nella stagione del Covid ma in A resta, perché si trasferisce a La Spezia dove trova Italiano. Trattiene Nzola, prende Pobega che aveva fatto un ottimo campionato in B con il Pordenone, poi punta su Verde e soprattutto su Agudelo. Lascia il golfo dei poeti durante la gestione Piatek. 

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